Con­di­vi­di l'ar­ti­co­lo
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di Ile­nia Bravo e Pa­tri­zia Pa­pet­ti

Pomodoro San Marzano
Po­mo­do­ro San Mar­za­no del­l’A­gro Sar­ne­se-No­ce­ri­no DOP

In­tro­du­zio­ne
Il po­mo­do­ro è uno degli or­tag­gi più̀ dif­fu­si a li­vel­lo mon­dia­le. In Ita­lia rap­pre­sen­ta una buona fetta della pro­du­zio­ne agri­co­la to­ta­le del paese che in­tro­dot­to in Eu­ro­pa circa 500 anni fa, è an­co­ra con­si­de­ra­to una col­tu­ra sim­bo­lo del­l’I­ta­lia, in par­ti­co­la­re della Cam­pa­nia. Negli anni ’80 ini­ziò il de­cli­no della pro­du­zio­ne di po­mo­do­ro in Cam­pa­nia a causa di una serie di ra­gio­ni so­cio-eco­no­mi­che e bio­lo­g­i­che; co­min­cio cosi a svi­lup­par­si la col­ti­va­zio­ne di que­sto or­ti­co­lo in Pu­glia le­ga­ta al­l’in­tro­du­zio­ne di va­rie­tà re­si­sten­ti alla mag­gior parte delle ma­lat­tie e che me­glio si adat­ta­no alla rac­col­ta mec­ca­niz­za­ta. Que­ste nuove va­rie­tà pre­sto hanno ini­zia­to a do­mi­na­re i mer­ca­ti no­no­stan­te fos­se­ro spes­so con­si­de­re­vol­men­te in­fe­rio­ri per sa­po­re e qua­li­tà or­ga­no­let­ti­che. Una con­se­guen­za di ciò è stata la scom­par­sa co­stan­te di eco­ti­pi se­le­zio­na­ti in cen­ti­na­ia di anni dai col­ti­va­to­ri lo­ca­li poi­ché, anche se ca­rat­te­riz­za­ti da mi­glio­ri qua­li­tà or­ga­no­let­ti­che, hanno una bassa pro­dut­ti­vi­tà e sono molto sen­si­bi­li ad un’am­pia gamma di pa­to­ge­ni. Tut­ta­via, molti con­su­ma­to­ri oggi, ap­prez­za­no i1 va­lo­re di una qua­li­tà su­pe­rio­re e sono d di­spo­ni­bi­li a pa­ga­re un prez­zo più ele­va­to che giu­sti­fi­chi un mer­ca­to di nic­chia. Que­ste ten­den­ze di mer­ca­to in­di­ca­no che tec­ni­che mo­der­ne di bio­lo­g­ia come il mi­glio­ra­men­to ge­ne­ti­co mo­le­co­la­re o me­to­di tran­sge­ni­ci sono fon­da­men­ta­li per pro­dur­re pro­dot­ti com­mer­cia­liz­za­bi­li che ab­bia­no ca­rat­te­ri qua­li­ta­ti­va­men­te su­pe­rio­ri. È im­por­tan­te, quin­di, ca­pi­re l’im­por­tan­za delle ca­rat­te­ri­sti­che nu­tri­zio­na­li e fun­zio­na­li dei pro­dot­ti e va­lu­ta­re ap­pie­no il loro po­ten­zia­le. I frut­ti del po­mo­do­ro co­sti­tui­sco­no una fonte im­por­tan­te di ener­gia e di so­stan­ze con nota azio­ne be­ne­fi­ci sulla sa­lu­te come vi­ta­mi­ne, sali mi­ne­ra­li, so­stan­ze an­ti­os­si­dan­ti c an­ti­tu­mo­ra­li [1]. Il po­mo­do­ro com­pren­de una parte edi­bi­le co­sti­tui­ta dal 98% da polpa e succo e un 2% di parte non edi­bi­le co­sti­tui­to da buc­cia, fio­ci­na e semi [2]. In 100 g di pro­dot­to la com­po­si­zio­ne per­cen­tua­le ri­sul­ta es­se­re in media del 93 % di acqua, 0,2 % di gras­si, 1% pro­tei­ne e 1,8% fibre, per un va­lo­re ener­ge­ti­co to­ta­le di circa 73 KJ (17 Kcal) [3,4]. Il po­te­re an­ti­os­si­dan­te della bacca di po­mo­do­ro di­pen­de prin­ci­pal­men­te dal suo con­te­nu­to in li­co­pe­ne, il pig­men­to ca­ro­te­noi­de re­spon­sa­bi­le del co­lo­re rosso, con spic­ca­to po­te­re an­ti­tu­mo­ra­le [5]. Tut­ta­via, il po­mo­do­ro è una ricca fonte di altre so­stan­ze an­ti­os­si­dan­ti come il Ca­ro­te­ne (pro­vi­ta­mi­na A), la vi­ta­mi­na C, la vi­ta­mi­na E ed i po­li­fe­no­li/fla­vo­noi­di che rap­pre­sen­ta­no la prin­ci­pa­le fonte di com­po­sti fe­no­li­ci nella dieta umana se­gui­ti da gran­tur­co e fa­gio­li [6]. I fla­vo­noi­di sono pre­sen­ti nelle varie cul­ti­var in media dal 12 al 49%, la pre­sen­za di acidi or­ga­ni­ci in­ve­ce con­fe­ri­sce al pro­dot­to il suo sa­po­re aci­du­lo, pro­muo­ven­do la se­cre­zio­ne del­l’ap­pa­ra­to di­ge­ren­te, pre­di­spo­nen­do a una cor­ret­ta di­ge­stio­ne e ri­sul­ta es­se­re un ec­cel­len­te at­ti­va­to­re della mo­bi­li­tà ga­stri­ca [7]. Que­ste ca­rat­te­ri­sti­che nu­tri­zio­na­li va­ria­no no­te­vol­men­te in rap­por­to a vari fat­to­ri am­bien­ta­li quali luce, tem­pe­ra­tu­ra, con­ci­ma­zio­ne, epoca di tra­pian­to e pac­cia­ma­tu­ra del ter­re­no. Per que­sto mo­ti­vo, oltre alle esi­gen­ze per una mi­glio­re qua­li­tà or­ga­no­let­ti­ca, si sta oggi dif­fon­den­do tra i con­su­ma­to­ri anche una mag­gio­re sen­si­bi­li­tà ri­spet­to alla qua­li­tà nu­tri­zio­na­le di que­sto pro­dot­to. Il po­mo­do­ro co­sti­tui­sce in­fat­ti uno degli ali­men­ti prin­ci­pe della dieta me­di­ter­ra­nea es­sen­do con­su­ma­to abi­tual­men­te sia crudo che pro­ces­sa­to e con­tri­bui­sce al­l’ap­por­to gior­na­lie­ro di una si­gni­fi­ca­ti­va por­zio­ne di que­ste bio­mo­l­e­co­le be­ne­fi­che [8]
Obiet­ti­vo di que­sto stu­dio è stato di va­lu­ta­re l’in­fluen­za di dif­fe­ren­ti pra­ti­che agro­no­mi­che sulla qua­li­tà̀ nu­tri­zio­na­le di due dif­fe­ren­ti ge­no­ti­pi di po­mo­do­ri col­ti­va­ti se­con­do le stes­se con­di­zio­ni di cre­sci­ta du­ran­te tre anni di col­ti­va­zio­ne. La no­stra at­ten­zio­ne è stata fo­ca­liz­za­ta sulla va­lu­ta­zio­ne del­l’in­fluen­za del me­to­do di col­ti­va­zio­ne sulla qua­li­tà̀ nu­tri­zio­na­le at­tra­ver­so la de­ter­mi­na­zio­ne del con­te­nu­to di an­to­cia­ni, po­li­fe­no­li, ca­ro­te­noi­di e vi­ta­mi­na C. In que­st’ot­ti­ca ab­bia­mo cer­ca­to di ca­pi­re e spie­ga­re il ruolo del po­mo­do­ro come “cibo fun­zio­na­le” nella pro­te­zio­ne della sa­lu­te umana.

Ma­te­ria­le e Me­to­di
Il la­vo­ro ha ana­liz­za­to l’ef­fet­to di due tipi di con­di­zio­ni agri­co­le a basso input sul con­te­nu­to dei com­po­sti bioat­t­i­vi nella polpa e nella buc­cia dei frut­ti di po­mo­do­ro. La scel­ta di un’ap­pro­pria­ta tec­ni­ca agro­no­mi­ca e di fat­to­ri pre- e po­st-rac­col­ta sem­bra es­se­re cru­cia­le nella ca­rat­te­riz­za­zio­ne del va­lo­re nu­tri­zio­na­le e del con­te­nu­to an­ti­os­si­dan­te di po­mo­do­ri fre­schi.

Pre­pa­ra­zio­ne dei cam­pio­ni
Le pian­ti­ne al 4°-5° sta­dio fo­glia­re sono state col­ti­va­te nelle stes­se con­di­zio­ni: sta­gio­ne, grado di ma­tu­ra­zio­ne e età̀ in due ap­pez­za­men­ti con­ti­gui con pra­ti­che agro­no­mi­che di­ver­se. Nel det­ta­glio, un primo si­ste­ma a basso input pre­ve­de­va l’ap­pli­ca­zio­ne di le­ta­me bo­vi­no e il con­trol­lo ma­nua­le delle in­fe­stan­ti(1); nel se­con­do, lo stes­so si­ste­ma è stato in­te­gra­to con pac­cia­ma­tu­ra (cip­pa­to di legno di eu­ca­lip­to) e con­so­cia­zio­ne (ba­si­li­co e pian­te di ca­vo­lo)(2).
Per l’a­na­li­si quan­ti­ta­ti­va sono state usate circa 1,5 kg delle va­rie­tà di po­mo­do­ro pro­ve­nien­ti dai dif­fe­ren­ti me­to­di di col­ti­va­zio­ne e dalle di­ver­se va­rie­tà
I frut­ti sono stati ac­cu­ra­ta­men­te la­va­ti in acqua cor­ren­te e poi bol­li­ti per 15 min. La polpa di po­mo­do­ro è stata se­pa­ra­ta dalle bucce e dai semi me­dian­te uno spre­mi­po­mo­do­ro elet­tri­co. Per ogni ge­no­ti­po di po­mo­do­ro e si­ste­ma di col­ti­va­zio­ne sono stati pre­pa­ra­ti tre cam­pio­ni di polpa e tre cam­pio­ni delle bucce. 40 mL di estrat­to di polpa sono stati rac­col­ti in pro­vet­te Fal­con da 50 mL; le bucce cor­ri­spon­den­ti (circa 100 g cia­scu­na) sono state messe in sac­chet­ti ali­men­ta­ri. En­tram­bi i tipi di cam­pio­ni sono stati con­ser­va­ti a -20 °C fino al loro uti­liz­zo. Pres­so il LAMeT (La­bo­ra­to­rio di Ana­li­si mer­ceo­lo­gi­che e ter­ri­to­ria­li) del Uni­ver­si­tà di Cas­si­no e del Lazio me­ri­dio­na­le, i cam­pio­ni sono stati ana­liz­za­ti.
Gli an­to­cia­ni, i ca­ro­te­noi­di e i po­li­fe­no­li sono stati de­ter­mi­na­ti spet­tro­fo­to­me­tri­ca­men­te uti­liz­zan­do lo spet­tro­fo­to­me­tro UV-Vis (Lamb­da 25 Per­kin-El­mer, Wal­tham, USA).
Tutte le de­ter­mi­na­zio­ni sono state ef­fet­tua­te in tri­pli­ca­to

Ana­li­si delle so­stan­ze bioat­t­i­ve
An­to­cia­ni
Gli an­to­cia­ni to­ta­li sono stati mi­su­ra­ti spet­tro­fo­to­me­tri­ca­men­te come de­scrit­to da Landi [9] .In breve, il cam­pio­ne con­ge­la­to (200 mg) è stato estrat­to in me­ta­no­lo aci­di­fi­ca­to (1,5% HCl, v/v) du­ran­te la notte a tem­pe­ra­tu­ra am­bien­te e poi cen­tri­fu­ga­to a 10.000 rpm per 10 min. L’as­sor­ban­za del su­per­na­tan­te è stata mi­su­ra­ta spet­tro­fo­to­me­tri­ca­men­te a 535 nm usan­do come bian­co me­ta­no­lo: HCl (98,5:1,5 v/v). Il con­te­nu­to di pig­men­to è stato cal­co­la­to in mg 100 g-1 peso secco.

Ca­ro­te­noi­di
I ca­ro­te­noi­di sono stati quan­ti­fi­ca­ti se­con­do [10]. Il li­co­pe­ne e il β-ca­ro­te­ne sono stati estrat­ti con ace­to­ne-n-esa­no (4:6) e quin­di cen­tri­fu­ga­ti a 3000 × g per 5 min a 4 °C. L’as­sor­ban­za dei sur­na­tan­ti è stata mi­su­ra­ta spet­tro­fo­to­me­tri­ca­men­te a 663, 645, 505, 453 nm uti­liz­zan­do ace­to­ne-n-esa­no (4:6) come bian­co. Le con­cen­tra­zio­ni di li­co­pe­ne e β-ca­ro­te­ne sono state quan­ti­fi­ca­te uti­liz­zan­do le equa­zio­ni pro­po­ste da [10] come segue:
[ly­co­pe­ne](μg ml−1) = −0.0458 A663 + 0.204A645 + 0.372A505 − 0.0806A453
[β-ca­ro­te­ne](μg ml−1) = 0.216A663 − 1.220A645 − 0.304A505 + 0.452A45
dove A663, A645, A505 e A453 sono ri­spet­ti­va­men­te le as­sor­ban­ze a 663, 645, 505 e 453 nm. Que­sto me­to­do con­sen­te la de­ter­mi­na­zio­ne si­mul­ta­nea di li­co­pe­ne e βca­ro­te­ne in pre­sen­za di clo­ro­fil­la.

Po­li­fe­no­li
I po­li­fe­no­li sono stati de­ter­mi­na­ti come de­scrit­to da [11]. In breve, 65-70 mg del cam­pio­ne sono stati pe­sa­ti ed estrat­ti con 1 mL di so­lu­zio­ne com­po­sta da eta­no­lo: HCl 0,06 N in rap­por­to 1:1,v/v. Dopo la cen­tri­fu­ga­zio­ne, l’e­strat­to è stato uti­liz­za­to per una rea­zio­ne co­lo­ri­me­tri­ca con Reat­ti­vo di Fo­lin-Cio­cal­teu e so­lu­zio­ne di car­bo­na­to di sodio al 10%. I cam­pio­ni, te­nu­ti al buio per due ore,  sono stati letti a 730 nm. Il con­te­nu­to di po­li­fe­no­li è stato ot­te­nu­to da una curva di ca­li­bra­zio­ne pre­pa­ra­ta con acido gal­li­co a con­cen­tra­zio­ni note. I ri­sul­ta­ti sono stati espres­si come acido gal­li­co mg 100 g-1 peso secco

Vi­ta­mi­na C
Il con­te­nu­to di acido ascor­bi­co è stato de­ter­mi­na­to uti­liz­zan­do un me­to­do ti­tri­me­tri­co del 2,6-di­clo­ro­fe­no­lo (DIP) adat­ta­to da [12]. I ri­sul­ta­ti sono stati espres­si come va­lo­re medio in mg 100 g-1 di po­mo­do­ro per le tre re­pli­che

Ri­sul­ta­ti e Con­clu­sio­ni

I ri­sul­ta­ti delle ana­li­si sono ri­por­ta­ti nelle ta­bel­le 1 e 2.

Tabella 1
Tab.1 Con­te­nu­to dei prin­ci­pa­li com­po­sti fun­zio­na­li nella buc­cia dei cam­pio­ni di po­mo­do­ro (mg 100 g-1 FW).

Il si­ste­ma di col­ti­va­zio­ne ha in­flui­to in modo si­gni­fi­ca­ti­vo sul con­te­nu­to nelle bucce di po­li­fe­no­li e an­to­cia­ni, ma non il con­te­nu­to di vi­ta­mi­na C e ca­ro­te­noi­di (Ta­bel­la 1). I po­li­fe­no­li sono au­men­ta­ti del 37,9% e gli an­to­cia­ni sono au­men­ta­ti del 116,7% nel si­ste­ma a basso input che pre­ve­de­va solo l’ap­pli­ca­zio­ne di le­ta­me bo­vi­no come fer­ti­liz­zan­te, con­trol­lo ma­nua­le delle in­fe­stan­ti e l’uso di pro­dot­ti au­to­riz­za­ti in agri­col­tu­ra bio­lo­g­i­ca a li­mi­ta­re i vin­co­li bio­ti­ci [13] ri­spet­to allo stes­so si­ste­ma in­te­gra­to con in­ter­ven­ti di mi­ti­ga­zio­ne quali l’ap­pli­ca­zio­ne della pac­cia­ma­tu­ra con ri­sor­se azien­da­li e la pre­sen­za di con­so­cia­zio­ne. [14]. Il ge­no­ti­po A pre­sen­ta un leg­ge­ro au­men­to dei ca­ro­te­noi­di (25,48 mg 100 g-1 peso secco) ri­spet­to ai cam­pio­ni della se­con­da va­rie­tà. I ri­sul­ta­ti delle ana­li­si con­dot­te sulla polpa con­fer­ma­no la ten­den­za a pro­dur­re una mag­gio­re quan­ti­tà di com­po­sti an­ti­os­si­dan­ti come vi­ta­mi­na C (+44,0%) e po­li­fe­no­li (+11,0%) quan­do le pian­te sono col­ti­va­te con la tec­ni­ca agro­no­mi­ca 1 (Tab. n.2)

Tabella 2
Ta­bel­la n.2: Con­te­nu­to dei prin­ci­pa­li com­po­sti fun­zio­na­li nella polpa dei cam­pio­ni di po­mo­do­ro (mg 100 g−1 peso secco).

Né il si­ste­ma di col­ti­va­zio­ne né il ge­no­ti­po hanno in­fluen­za­to il li­vel­lo di ca­ro­te­noi­di (Ta­bel­la 2) nella polpa delle dif­fe­ren­ti va­rie­tà. Il trat­ta­men­to 1 meno com­ples­so ha sti­mo­la­to, anche nei cam­pio­ni di polpa, le pian­te a pro­dur­re si­ste­mi an­ti­os­si­dan­ti na­tu­ra­li per con­tra­sta­re i reati bio­ti­ci e abio­ti­ci, men­tre l’in­tro­du­zio­ne di ele­men­ti di mi­ti­ga­zio­ne nel si­ste­ma 2 ha ri­dot­to la ne­ces­si­tà di bar­rie­re pro­tet­ti­ve con­tro lo stress am­bien­ta­le. Lo stu­dio ha anche ri­ve­la­to che i si­ste­mi a basso input pos­so­no con­sen­ti­re rese sod­di­sfa­cen­ti, ri­du­cen­do al mi­ni­mo l’uso di ri­sor­se ester­ne al­l’a­zien­da agri­co­la. I col­ti­va­to­ri pos­so­no com­bi­na­re fat­to­ri di agri­col­tu­ra so­ste­ni­bi­le con ge­no­ti­pi spe­ci­fi­ci per mas­si­miz­za­re la pro­du­zio­ne di ali­men­ti più sani.
La ri­cer­ca con­fer­ma i ri­sul­ta­ti di altri la­vo­ri [15, 16,17] che il va­lo­re nu­tri­zio­na­le e nu­tra­ceu­ti­co è in­fluen­za­to dalle con­di­zio­ni di col­ti­va­zio­ne e se la pian­ta cre­sce con i suoi sim­bion­ti na­tu­ra­li au­men­ta­no le so­stan­ze an­ti­os­si­dan­ti, che con­tra­sta­no al­cu­ni tipi di can­cro. In que­sti ul­ti­mi anni il po­mo­do­ro ha gua­da­gna­to lo sta­tus di ‘cibo fun­zio­na­le’, vista l’as­so­cia­zio­ne sem­pre più fre­quen­te sta­bi­li­ta tra il suo con­su­mo e il ri­dot­to ri­schio di in­sor­gen­za di ma­lat­tie car­dio­va­sco­la­ri e dei tu­mo­ri. I po­mo­do­ri col­ti­va­ti bio­lo­g­i­ca­men­te, in par­ti­co­la­re, in­stau­ra­no in­sie­me ai loro mi­cro­fun­ghi una be­ne­fi­ca as­so­cia­zio­ne ra­di­ca­le per­ma­nen­te, pa­ra­go­na­bi­le dal punto di vista fun­zio­na­le al no­stro mi­cro­bio­ma in­te­sti­na­le; lo af­fer­ma uno stu­dio con­dot­to da bio­lo­gi, mi­cro­bio­lo­gi e me­di­ci del­l’I­sti­tu­to di bio­lo­g­ia e bio­tec­no­lo­gia agra­ria del Con­si­glio na­zio­na­le delle ri­cer­che (Ib­ba-Cnr) e del­l’U­ni­ver­si­tà di Pisa, pub­bli­ca­to sul “Bri­tish Jour­nal of Nu­tri­tion” della Cam­brid­ge Uni­ver­si­ty Press.[18] In con­clu­sio­ne i no­stri ri­sul­ta­ti hanno mo­stra­to come il con­te­nu­to di mo­le­co­le bioat­t­i­ve nel po­mo­do­ro sia in­fluen­za­ta dalle pra­ti­che agro­no­mi­che, anno di col­ti­va­zio­ne, fat­to­ri am­bien­ta­li e pe­do­cli­ma­ti­ci, men­tre non si os­ser­va nes­su­na dif­fe­ren­za nel­l’ef­fet­to bio­lo­g­i­co os­ser­va­to in mo­del­li cel­lu­la­ri di estrat­ti di po­mo­do­ro bio­lo­g­i­ci e con­ven­zio­na­li. [19] D’al­tra parte, dai ri­sul­ta­ti su mo­del­li cel­lu­la­ri si evi­den­zia l’at­ti­vi­tà̀ an­ti­os­si­dan­te e la per­mea­bi­li­tà̀ cel­lu­la­re delle mo­le­co­le bioat­t­i­ve del po­mo­do­ro; i com­po­nen­ti bioat­t­i­vi pre­sen­ta­no un ef­fet­to pro-os­si­dan­te come ri­ve­la­no le ana­li­si isto­lo­gi­che. È chia­ro quin­di come la re­la­zio­ne tra il con­te­nu­to di mo­le­co­le bioat­t­i­ve, l’at­ti­vi­tà̀ an­ti­os­si­dan­te to­ta­le e la va­lu­ta­zio­ne del danno cel­lu­la­re sia un ele­men­to chia­ve per va­lu­ta­re i po­ten­zia­li ef­fet­ti be­ne­fi­ci de­ri­va­ti dal con­su­mo di po­mo­do­ro e pro­dot­ti a base di po­mo­do­ro. Le con­di­zio­ni agri­co­le a basso input per­met­to­no oltre che una mag­gio­re resa di col­ti­va­zio­ne anche una mi­glio­re pro­du­zio­ne di com­po­sti con­si­de­ra­ti. Es­sen­do com­po­sti im­por­tan­ti dal punto di vista sa­lu­ti­sti­co per le pro­prie­tà an­ti­os­si­dan­ti e dal punto di vista eco­no­mi­co per lo sfrut­ta­men­to dei ca­ro­te­noi­di come co­lo­ran­ti, po­treb­be es­se­re par­ti­co­lar­men­te van­tag­gio­so uti­liz­za­re va­rie­tà ad alto con­te­nu­to di que­sti com­po­sti fun­zio­na­li e ge­sti­re la col­tu­ra con tec­ni­che agro­no­mi­che ade­gua­te

Bi­blio­gra­fia

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Ile­nia Bravo, Pa­tri­zia Pa­pet­ti – Di­par­ti­men­to di Eco­no­mia e Giu­ri­spru­den­za Uni­ver­si­tà degli Studi di Cas­si­no e del Lazio Me­ri­dio­na­le. Cam­pus Fol­ca­ra, Viale del­l’U­ni­ver­si­tà, 03043 Cas­si­no (Fr), Ita­lia.

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