Con­di­vi­di l'ar­ti­co­lo
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di Gio­van­ni Canu

Dopo gli ul­ti­mi anni di evi­den­te crisi eco­no­mi­ca, du­ran­te i quali anche la spesa ali­men­ta­re ha su­bi­to delle si­gni­fi­ca­ti­ve con­tra­zio­ni, si é as­si­sti­to nel­l’ul­ti­mo pe­rio­do pri­ma­ve­ra-esta­te for­tu­na­ta­men­te, alla com­par­sa di ti­mi­di ac­cen­ni di ri­pre­sa so­prat­tut­to nelle lo­ca­li­tà tu­ri­sti­che. La crisi ha ine­vi­ta­bil­men­te de­ter­mi­na­to un de­prez­za­men­to anche degli ani­ma­li da red­di­to, il cui pro­dot­to fi­na­le , nel caso della bu­fa­la la moz­za­rel­la, ha in­con­tra­to non poche dif­fi­col­tà nel po­si­zio­nar­si in modo fa­vo­re­vo­le e ra­pi­do sul mer­ca­to, vista la de­pe­ri­bi­li­tà del pro­dot­to e l’im­pos­si­bi­li­ta’ di fare ma­gaz­zi­no da parte degli ope­ra­to­ri.
Que­sto ha de­ter­mi­na­to un fe­no­me­no in­vo­lu­ti­vo di tutta la fi­lie­ra bu­fa­li­na e , trop­po spes­so, a farne le spese sono state le ca­te­go­rie di sog­get­ti non an­co­ra en­tra­ti in pro­du­zio­ne come le bu­fa­le in avan­za­to stato di gra­vi­dan­za o le vi­tel­le in al­lat­ta­men­to ed ac­cre­sci­men­to, viste er­ro­nea­men­te come fonte di spesa e non come in­ve­sti­men­to azien­da­le.

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Con­di­zio­ni cli­ma­ti­che par­ti­co­lar­men­te sta­bi­li e fa­vo­re­vo­li per tutta l’e­sta­te hanno de­ter­mi­na­to, però flus­si tu­ri­sti­ci molto con­si­sten­ti so­prat­tut­to nelle zone di pro­du­zio­ne della moz­za­rel­la che ha avuto una ot­ti­ma ri­pre­sa com­mer­cia­le, trai­nan­do con se anche tutti gli altri pro­dot­ti che il latte bu­fa­li­no rie­sce a sfor­na­re come ge­la­ti, yo­gurt , dol­ciu­mi e for­mag­gi a pasta dura o con­ser­va­bi­li a lungo.
Que­sto ha fatto si che ter­mi­nas­se­ro tutte le scor­te di latte apren­do nuovi sce­na­ri eco­no­mi­ci per gli anni a ve­ni­re.
Ad un certo punto , la ne­ces­si­tà di avere quan­ti­tà mag­gio­ri di latte per le pros­si­me cam­pa­gne di pro­du­zio­ne della moz­za­rel­la e non solo, ha fatto si che sia au­men­ta­ta la ri­chie­sta ( ed il va­lo­re di con­se­guen­za) delle manze bu­fa­li­ne quan­to mai spin­te ad avere cre­sci­te ra­pi­de che ne fa­vo­ri­sca­no l’en­tra­ta in pro­du­zio­ne in tempi mag­gior­men­te an­ti­ci­pa­ti ri­spet­to al pas­sa­to.
Ve­dia­mo nello spe­ci­fi­co le varie fasi che por­ta­no una bu­fa­la ap­pe­na nata fino al­l’en­tra­ta in pro­du­zio­ne.
Pos­sia­mo di­vi­de­re que­sto per­cor­so in tre fasi prin­ci­pa­li.

La prima fase e’ quel­la della na­sci­ta-svez­za­men­to

Du­ran­te i primi mesi di vita le vi­tel­le vanno in­con­tro ad im­por­tan­ti mo­di­fi­ca­zio­ni fi­si­co-me­ta­bo­li­che che ri­guar­da­no in par­ti­co­la­re l’as­set­to di­ge­sti­vo.
In­fat­ti le vi­tel­le pas­se­ran­no, in breve tempo, dal­l’es­se­re pra­ti­ca­men­te dei mo­no­ga­stri­ci al­l’a­ve­re un ru­mi­ne com­ple­ta­men­te svi­lup­pa­to e fun­zio­nan­te.
In que­sta fase ri­sul­ta di vi­ta­le im­por­tan­za, quin­di, ac­com­pa­gna­re i capi al me­glio, con piani ali­men­ta­ri e sa­ni­ta­ri ad hoc, dallo svez­za­men­to al primo parto.
Gli obiet­ti­vi da rag­giun­ge­re du­ran­te que­sta fase sono ri­con­du­ci­bi­li al­l’ot­te­ni­men­to di:

  • Equi­li­bra­to svi­lup­po fi­si­co ed or­mo­na­le
  • Mas­si­mo svi­lup­po delle di­fe­se im­mu­ni­ta­rie
  • Mas­si­mo svi­lup­po delle ca­pa­ci­tà re­spi­ra­to­rie
  • Svi­lup­po pre­co­ce e com­ple­to del ru­mi­ne e delle ca­pa­ci­tà di­ge­sti­ve
  • Co­stan­te au­men­to della ca­pa­ci­tà di in­ge­stio­ne di so­stan­za secca

Di fon­da­men­ta­le im­por­tan­za é la tem­pe­sti­vi­tà nel som­mi­ni­stra­re del buon co­lo­stro al mas­si­mo nelle prime 12 ore di vita nelle quali i suc­chi ga­stri­ci an­co­ra non rag­giun­go­no li­vel­li tali da de­na­tu­ra­re le im­mu­no­glo­bu­li­ne che, giun­te inal­te­ra­te al­l’in­te­sti­no, pos­so­no es­se­re così as­sor­bi­te.
Du­ran­te le prime due set­ti­ma­ne si ha l’i­ni­zio del­l’a­li­men­ta­zio­ne lat­tea e l’av­vio dello svi­lup­po mi­cro­bi­co del set­to­re ga­stri­co an­te­rio­re (ru­mi­ne-re­ti­co­lo) non­ché l at­ti­va­zio­ne dei suc­chi ga­stri­ci (abo­ma­so), pan­crea­ti­ci e della bile (duo­de­no)
L’au­men­to del­l’at­ti­vi­tà mi­cro­bi­ca ru­mi­na­le pro­se­gue fino al­l’ot­ta­va set­ti­ma­na dopo la quale ri­sul­ta com­ple­ta l’at­ti­va­zio­ne dei suc­chi ga­stri­ci, pan­crea­ti­ci e della bile.

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Il primo pasto ri­sul­ta de­ter­mi­nan­te poi­ché è to­tal­men­te a base di co­lo­stro e ri­ve­ste fon­da­men­ta­le im­por­tan­za per lo svi­lup­po delle vi­tel­le. Come già detto il co­lo­stro, ricco di im­mu­no­glo­bu­li­ne, nutre ed allo stes­so tempo im­mu­niz­za le vi­tel­le nei primi gior­ni di vita
L’al­le­va­to­re può oggi do­tar­si di uno stru­men­to molto sem­pli­ce da uti­liz­za­re ed eco­no­mi­co, il co­lo­stri­me­tro, il quale può dare una fa­ci­le e ra­pi­da let­tu­ra della den­si­tà del co­lo­stro. Va­lu­ta­re l’ef­fet­ti­vo po­te­re im­mu­niz­zan­te del co­lo­stro è pra­ti­ca de­ci­si­va poi­ché spes­so le vi­tel­le sono fi­glie di ani­ma­li al loro primo parto e con un cor­re­do di im­mu­no­glo­bu­li­ne ef­fi­ca­ce solo con­tro le pa­to­lo­gie che la madre ha po­tu­to in­con­tra­re nella pro­pria vita.
Quin­di se una bu­fa­la è molto gio­va­ne avrà ine­vi­ta­bil­men­te un cor­re­do an­ti­cor­pa­le li­mi­ta­to. Buona norma è, al­lo­ra, con­ser­va­re in con­ge­la­to­re il co­lo­stro di bu­fa­le quan­to più in la con i parti , il cui cor­re­do an­ti­cor­pa­le ri­sul­te­rà ricco e ad ampio spet­tro. Sarà fa­ci­le, poi, ag­giun­ge­re un bic­chie­re di que­sto co­lo­stro a quel­lo delle manze al primo parto. Que­sta pra­ti­ca e’ de­ter­mi­nan­te nelle vi­tel­le bu­fa­li­ne, per na­tu­ra meno re­si­sten­ti al fred­do ed alle af­fe­zio­ni re­spi­ra­to­rie, che spes­so per via della de­sta­gio­na­liz­za­zio­ne im­po­sta dal mer­ca­to del latte si tro­va­no a na­sce­re in pe­rio­di fred­di.
Il co­lo­stro ,quin­di, ha nel­l’al­to con­te­nu­to in gam­ma-glo­bu­li­ne (pro­tei­ne sie­ri­che pro­dot­te dai leu­co­ci­ti) la so­stan­zia­le dif­fe­ren­za con il latte , e que­sto ne de­ter­mi­na il po­te­re im­mu­ni­ta­rio. In­fat­ti, più è alta la loro con­cen­tra­zio­ne più il co­lo­stro sarà denso e mag­gio­re sarà la pro­te­zio­ne of­fer­ta con­tro gli in­sul­ti mi­cro­bi­ci che l’al­le­va­men­to in­ten­si­vo mol­ti­pli­ca in modo espo­nen­zia­le.

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Fase suc­ces­si­va a quel­la della na­sci­ta-svez­za­men­to è quel­la dell’ac­cre­sci­men­to-fe­con­da­zio­ne.
In que­sta de­li­ca­tis­si­ma fase la te­ma­ti­ca do­mi­nan­te è quel­la del­l’a­li­men­ta­zio­ne. Piani ali­men­ta­ri spe­ci­fi­ci do­vran­no es­se­re for­mu­la­ti te­nen­do ben pre­sen­te che la vi­tel­la in­tor­no ai 4-7 mesi di vita si pre­sen­ta an­co­ra come un qua­si-mo­no­ga­stri­co e dovrà es­se­re ac­com­pa­gna­ta allo sta­tus di po­li­ga­stri­co ru­mi­nan­te con calma e pa­zien­za, evi­tan­do so­vrac­ca­ri­chi di fibra gros­so­la­na e , per ora, in­di­ge­ri­bi­le , for­nen­do al­tre­sì quan­ti­tà di ener­gia e pro­tei­ne in grado di evi­ta­re il calo pon­de­ra­le de­ri­van­te dalla so­spen­sio­ne del­l’a­li­men­ta­zio­ne lat­tea, di per sé molto con­cen­tra­ta.
A par­ti­re dal­l’ul­ti­mo mese di al­lat­ta­men­to do­vran­no es­se­re som­mi­ni­stra­ti quan­ti­ta­ti­vi mi­ni­mi di fieno estre­ma­men­te di­ge­ri­bi­le e quan­ti­tà sem­pre cre­scen­ti di man­gi­me da svez­za­men­to a base di ce­rea­li, in modo da fa­vo­ri­re l’ac­cre­sci­men­to senza so­vrac­ca­ri­ca­re un ru­mi­ne del tutto ina­dat­to alla di­ge­stio­ne di fo­rag­gia­te im­por­tan­ti.
Per cui gli ali­men­ti som­mi­ni­stra­ti alle manze fino al primo anno di età do­vran­no es­se­re as­so­lu­ta­men­te inec­ce­pi­bi­li per qua­li­tà, to­tal­men­te esen­ti da muffe e con­ta­mi­nan­ti di ori­gi­ne chi­mi­ca.
Do­vran­no es­se­re al­ta­men­te di­ge­ri­bi­li e di ele­va­to va­lo­re nu­tri­ti­vo: fibra di alta qua­li­tà e giu­sto rap­por­to tra amidi e pro­tei­ne (soia, cru­sca, mais, orzo, polpe di bie­to­la, fieno di lo­iet­to o avena). L’ac­qua deve es­se­re pu­li­ta e as­so­lu­ta­men­te po­ta­bi­le anche per gli stan­dard umani e, dalla se­con­da set­ti­ma­na di vita, messa a di­spo­si­zio­ne dei sog­get­ti, a vo­lon­tà. Fieno di gra­mi­na­cee di ot­ti­ma qua­li­tà va ag­giun­to non prima di 15 gior­ni di vita al fine di sti­mo­la­re la ma­sti­ca­zio­ne e far pren­de­re fa­mi­lia­ri­tà con i fu­tu­ri ali­men­ti. Di fon­da­men­ta­le im­por­tan­za ri­sul­ta, poi, l’in­te­gra­zio­ne della ra­zio­ne con col­tu­re di lie­vi­ti vivi o anche spen­ti ( pre­fe­ri­bil­men­te lio­fi­liz­za­ti con i ter­re­ni di col­tu­ra) , le quali con­di­zio­na­no fa­vo­re­vol­men­te l’at­ti­vi­tà mi­cro­bi­ca ru­mi­na­le ed in­te­sti­na­le. L’uso di vi­ta­mi­ne idro e li­po­so­lu­bi­li ed oli­go-ele­men­ti in forma che­la­ta ga­ran­ti­sce il com­ple­to svi­lup­po degli ap­pa­ra­ti (sche­le­tri­co e ge­ni­ta­le in par­ti­co­la­re).
Nella vi­tel­la bu­fa­li­na in tran­si­zio­ne da al­lat­ta­men­to ad ali­men­ta­zio­ne ru­mi­na­bi­le , ri­sul­ta sem­pre ne­ces­sa­ria l’in­te­gra­zio­ne di vi­ta­mi­ne del grup­po B (so­prat­tut­to B1) a causa della scar­sa pro­du­zio­ne che opera il ru­mi­ne prima degli 8 mesi di vita e del­l’ec­ces­si­vo con­su­mo che al­cu­ne so­stan­ze, pre­sen­ti negli in­si­la­ti mal­de­stra­men­te som­mi­ni­stra­ti in quan­ti­tà ec­ces­si­ve , con­ten­go­no.
L’ef­fet­to delle tia­mi­na­si, ope­ran­do una de­na­tu­ra­zio­ne della vi­ta­mi­na B1 può de­ter­mi­na­re un ac­cu­mu­lo di acido pi­ru­vi­co nelle ter­mi­na­zio­ni ner­vo­se. L’u­ti­liz­zo a fini ener­ge­ti­ci di tale acido è di­pen­den­te dalla vi­ta­mi­na B1 …per­tan­to una ca­ren­za di tale vi­ta­mi­na può’ cau­sa­re en­ce­fa­lo­pa­tie anche gravi , con­du­cen­do gli ani­ma­li anche alla morte.

bufale allevamento latte rumineGran­de im­por­tan­za deve es­se­re pre­sta­ta ai ri­co­ve­ri, in que­sta fase. Que­sti de­vo­no es­se­re as­so­lu­ta­men­te ben so­leg­gia­ti e pro­tet­ti dai venti fred­di. De­vo­no es­se­re ca­pien­ti ab­ba­stan­za da li­mi­ta­re al mi­ni­mo , o eli­mi­na­re del tutto la com­pe­ti­zio­ne per acqua e cibo tra i capi e ri­dur­re di con­se­guen­za lo stress. De­vo­no es­se­re ben arieg­gia­ti al fine di al­lon­ta­na­re am­mo­nia­ca ed altri gas no­ci­vi come l’i­dro­ge­no sol­fo­ra­to i quali sono in grado di de­ter­mi­na­re ir­ri­ta­zio­ne delle vie aeree su­pe­rio­ri.
Per giun­ge­re alla fase della fe­con­da­zio­ne dei sog­get­ti si deve porre at­ten­zio­ne alla som­mi­ni­stra­zio­ne di mi­sce­le di sfa­ri­na­ti, fieni, non ec­ces­si­ve quan­ti­tà di in­si­la­ti, i quali de­vo­no fa­vo­ri­re un ar­mo­ni­co ac­cre­sci­men­to dei sog­get­ti fino, ap­pun­to, al primo in­ter­ven­to fe­con­da­ti­vo.

  • Fe­con­da­zio­ne che av­vie­ne a circa 15-18 mesi nelle vac­che di ge­ne­ti­ca e 18-22 mesi nelle bu­fa­le (mi­ni­mo 5-7 kg di so­stan­za secca di in­ge­ri­ta e 4 quin­ta­li li di peso vivo circa).

La som­mi­ni­stra­zio­ne di in­te­gra­to­ri vi­ta­mi­ni­co mi­ne­ra­li ap­pe­tiz­zan­ti e ru­mi­no sti­mo­lan­ti ve­lo­ciz­za enor­me­men­te i tempi di ac­cre­sci­men­to e di rag­giun­gi­men­to del primo in­ter­ven­to fe­con­da­ti­vo. A fe­con­da­zio­ne av­ve­nu­ta i capi pos­so­no es­se­re in­se­ri­ti nel grup­po delle bu­fa­le in asciut­ta, in quan­to una ra­zio­ne ben strut­tu­ra­ta per que­ste ul­ti­me può sod­di­sfa­re le ne­ces­si­tà me­ta­bo­li­che delle manze ap­pe­na in­gra­vi­da­te.
Una ra­zio­ne ben bi­lan­cia­ta per sog­get­ti di circa 450 kg può’ es­se­re così im­po­sta­ta:

5,00 kg di silo mais
2,00 kg di pa­glia
4,00 kg di fieno di gra­mi­na­cee
2,00 kg di cru­sca , 1,00 kg di orzo o altro ce­rea­le.
In­te­gra­to­re con rap­por­to Ca/P di 1/1 0 1/2 circa 120 gram­mi.

I costi per una ra­zio­ne si­mi­le si ag­gi­ra­no sui 2,00 euro circa , che sono una cifra ben so­ste­ni­bi­le in virtù del be­ne­fi­cio fu­tu­ro che ne de­ri­ve­rà.
Parte da qui un’ul­ti­ma cru­cia­le fase di av­vi­ci­na­men­to al parto. Re­go­la fon­da­men­ta­le è, in que­sto pe­rio­do più che mai, evi­ta­re er­ro­ri ali­men­ta­ri che pos­sa­no pre­giu­di­ca­re le per­for­man­ce fu­tu­re. Un ade­gua­to piano ali­men­ta­re in que­sta fase deve ga­ran­ti­re:

  • Il man­te­ni­men­to di una con­di­zio­ne cor­po­rea ot­ti­ma­le
  • La pre­pa­ra­zio­ne della mam­mel­la alla se­guen­te (e prima) lat­ta­zio­ne
  • La pre­pa­ra­zio­ne del trat­to di­ge­sti­vo a ra­zio­ni in se­gui­to più con­cen­tra­te
  • Lo svi­lup­po com­ple­to del feto

La ra­zio­ne in que­sta fase deve as­si­cu­ra­re 9-10 kg di so­stan­za secca, di cui al­me­no il 70% for­ma­to da fo­rag­gi (pa­glia e fieno ed in­si­la­ti) ed il re­stan­te for­ma­to da sfa­ri­na­ti ed in­te­gra­to­ri (circa 1,5-3,0 kg capo gg); 100-150 gram­mi di in­te­gra­zio­ne con un giu­sto rap­por­to tra Ca/P sono poi fon­da­men­ta­li per pre­ve­ni­re pro­las­si e col­las­si puer­pe­ra­li. Negli ul­ti­mi venti gior­ni di gra­vi­dan­za è buona norma ag­giun­ge­re una parte del­l’u­ni­feed delle lat­ti­fe­re per pre­pa­ra­re il ru­mi­ne alla fu­tu­ra ra­zio­ne da latte. Que­sto puo’ es­se­re ag­giun­to a circa 8-10 kg su pa­glia data a vo­lon­tà o in ra­gio­ne di 4 o 5 kg in ag­giun­ta alla ra­zio­ne da asciut­ta. Im­por­tan­te non esa­ge­ra­re con lo stea­ming-up per non in­gras­sa­re ec­ces­si­va­men­te le manze e le asciut­te in so­vrap­pe­so. Una buona ra­zio­ne da asciut­ta do­vreb­be in­di­ca­ti­va­men­te ga­ran­ti­re 5-6 UFL.
Al­me­no 40-50% di NDF sulla s.s. (gli in­si­la­ti d’er­ba e i fo­rag­gi di le­gu­mi­no­se vanno li­mi­ta­ti per l’ec­ces­si­va pre­sen­za di po­tas­sio, cal­cio e pro­tei­na so­lu­bi­le).
9-12% di pro­tei­na grez­za sulla s.s.
200.000 U.I. di vi­ta­mi­na A.

Una prima lat­ta­zio­ne red­di­ti­zia (e le suc­ces­si­ve) ini­zia il gior­no in cui una vi­tel­la bu­fa­li­na mette per la prima volta piede in terra. Le scel­te, so­prat­tut­to ali­men­ta­ri, com­piu­te nel­l’in­ter­val­lo svez­za­men­to-pri­mo parto in­fluen­ze­ran­no l’e­si­to della lat­ta­zio­ne suc­ces­si­va e la car­rie­ra pro­dut­ti­va della lat­ti­fe­ra. Con que­sti sog­get­ti le spese vanno sem­pre con­si­de­ra­te dei, buoni, in­ve­sti­men­ti.

 

Le foto del pre­sen­te ar­ti­co­lo sono state scat­ta­te dal­l’au­to­re pres­so l’a­zien­da agri­co­la Ferro An­to­nio, lo­ca­li­tà Spi­naz­zo (Sa­ler­no).

Gio­van­ni Canu, lau­rea­to in Scien­ze della Pro­du­zio­ne Ani­ma­le pres­so Uni­ver­si­tà degli studi “Fe­de­ri­co II” di Na­po­li, è iscrit­to al­l’al­bo dei Dot­to­ri Agro­no­mi e Fo­re­sta­li della Pro­vin­cia di Sa­ler­no. Dal 2004 è  con­su­len­te in nu­tri­zio­ne ani­ma­le per al­le­va­men­ti in­ten­si­vi sia in Ita­lia che al­l’e­ste­roCur­ri­cu­lum vitae >>>

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