Con­di­vi­di l'ar­ti­co­lo
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La co­no­scen­za e lo stu­dio dei fun­ghi è il più ef­fi­ca­ce an­ti­do­to con­tro le in­tos­si­ca­zio­ni


di Luigi Coc­chi, Car­mi­ne Si­ni­scal­co


Il 5° Con­ve­gno In­ter­na­zio­na­le di Mi­co­tos­si­co­lo­gia (5CIMT), svol­to­si a Mi­la­no il 3–4 di­cem­bre 2012 sul tema:
Fun­ghi e sa­lu­te: pro­ble­ma­ti­che cli­ni­che, igie­ni­co-sa­ni­ta­rie, eco­si­ste­mi­che, nor­ma­ti­ve e ispet­ti­ve, le­ga­te alla glo­ba­liz­za­zio­ne com­mer­cia­le”


è stato or­ga­niz­za­to dalla Com­mis­sio­ne di Mi­co­tos­si­co­lo­gia del Cen­tro Studi Mi­co­lo­gi­ci del­l’As­so­cia­zio­ne Mi­co­lo­gi­ca Bre­sa­do­la (CSM–AMB) con la col­la­bo­ra­zio­ne del Cen­tro An­ti­ve­le­ni (CAV) del­l’O­spe­da­le Ni­guar­da – Cà Gran­da e della Pro­vin­cia di Mi­la­no ed è stato pa­tro­ci­na­to dal­l’I­sti­tu­to Su­pe­rio­re per la Pro­te­zio­ne e la Ri­cer­ca Am­bien­ta­le (ISPRA), dal Mi­ni­ste­ro del­l’Am­bien­te e della Tu­te­la del Ter­ri­to­rio e del Mare (MATTM) e dal Mi­ni­ste­ro della Sa­lu­te.
Per l’or­ga­niz­za­zio­ne del 5CIMT, come per i pre­ce­den­ti CIMT, la “Com­mis­sio­ne di Mi­co­tos­si­co­lo­gia”, anche in coe­ren­za con lo Sta­tu­to di As­so­cia­zio­ne di Pro­mo­zio­ne So­cia­le re­cen­te­men­te ri­co­no­sciu­to al­l’AMB, si è mossa ri­cer­can­do ed ot­te­nen­do, in una lo­gi­ca di as­so­lu­to ri­spet­to delle sin­go­le fi­na­li­tà sta­tu­ta­rie, la par­te­ci­pa­zio­ne di Isti­tu­zio­ni ed Enti (ISPRA, Isti­tu­to Su­pe­rio­re di Sa­ni­tà (ISS), Uni­ver­si­tà e Cen­tri di Ri­cer­ca, ASL, Azien­de Ospe­da­lie­re) con com­pe­ten­ze di­ret­te nel campo della Sa­ni­tà e della ri­cer­ca scien­ti­fi­ca. Que­sta si­ner­gia di in­ten­ti e di at­ti­vi­tà è in na­tu­ra­le con­ti­nui­tà con l’e­spe­rien­za ma­tu­ra­ta e con­so­li­da­ta nel­l’ul­ti­mo ven­ten­nio tesa a va­lo­riz­za­re la col­la­bo­ra­zio­ne tra le at­ti­vi­tà scien­ti­fi­co–di­vul­ga­ti­ve di un’as­so­cia­zio­ne come l’AMB e la Pub­bli­ca Am­mi­ni­stra­zio­ne.


La famiglia Muffarotto
La fa­mi­glia Muf­fa­rot­to de­ce­du­ta a Vi­cen­za nel­l’ot­to­bre del 1926 in se­gui­to ad av­ve­le­na­men­to da Ama­ni­ta phal­loi­des (Vaill. ex Fr.) – (foto Ar­chi­vio fo­to­gra­fi­co del­l’AMB)


Il 5CIMT è coin­ci­so con la fine, in Ita­lia, di un pe­rio­do au­tun­na­le con­tras­se­gna­to da una serie im­pres­sio­nan­te di gra­vis­si­me e nu­me­ro­se in­tos­si­ca­zio­ni da fun­ghi, in par­ti­co­la­re le­ga­te al con­su­mo ali­men­ta­re del fungo Ama­ni­ta phal­loi­des (Vaill. ex Fr.) Link, che ha pro­vo­ca­to sia nu­me­ro­se morti tra gli sprov­ve­du­ti com­men­sa­li, sia il ri­cor­so a pe­san­ti te­ra­pie me­di­che, tra cui il tra­pian­to ur­gen­te di fe­ga­to, nei sog­get­ti an­co­ra trat­ta­bi­li.
Que­sti gravi epi­so­di di in­tos­si­ca­zio­ne ali­men­ta­re con fun­ghi hanno evi­den­zia­to e con­fer­ma­to anche un’al­tra fe­no­me­no­lo­gia, per altro già se­gna­la­ta dalla “Com­mis­sio­ne di Mi­co­tos­si­co­lo­gia del CSM–AMB” negli scor­si anni: pur­trop­po tra i com­men­sa­li e gli in­tos­si­ca­ti gravi ci sono spes­so ed in nu­me­ro ri­le­van­te dei “bam­bi­ni pic­co­lis­si­mi”.
Que­sta scon­cer­tan­te real­tà è stata og­get­to di ap­pro­fon­di­te va­lu­ta­zio­ni nel­l’am­bi­to dei la­vo­ri del 5CIMT e lo scam­bio di opi­nio­ni tra i tutti i pre­sen­ti ha sem­pre preso spun­to da una do­man­da spon­ta­nea: “Ma com’è pos­si­bi­le che, con tutta l’at­ti­vi­tà di in­for­ma­zio­ne e pre­ven­zio­ne che viene fatta dai 130 “Grup­pi Mi­co­lo­gi­ci” dell’ AMB sul ter­ri­to­rio na­zio­na­le e dalle Isti­tu­zio­ni Sa­ni­ta­rie, suc­ce­da­no an­co­ra epi­so­di come que­sti?”
La ri­spo­sta a que­sta do­man­da è stata molto sem­pli­ce, al li­mi­te del­l’ov­vie­tà: “Non si fa ab­ba­stan­za o non si la­vo­ra con ef­fi­ca­cia ade­gua­ta”.
Da qui è usci­ta una delle in­di­ca­zio­ni ope­ra­ti­ve più si­gni­fi­ca­ti­ve del 5CIMT dal quale è stata con forza posta l’e­si­gen­za di strut­tu­ra­re e po­ten­zia­re un coor­di­na­men­to tra le Isti­tu­zio­ni Pub­bli­che e le As­so­cia­zio­ni Mi­co­lo­gi­che con il fine di in­cre­men­ta­re l’at­ti­vi­tà di sen­si­bi­liz­za­zio­ne e di in­for­ma­zio­ne della po­po­la­zio­ne in chia­ve di pre­ven­zio­ne dalle in­tos­si­ca­zio­ni da fun­ghi.
In que­sta ot­ti­ca è stata pre­vi­sta la rea­liz­za­zio­ne di un “Os­ser­va­to­rio Na­zio­na­le Per­ma­nen­te”, ben ra­mi­fi­ca­to sul ter­ri­to­rio che, da una parte, rac­col­ga dati in modo or­ga­niz­za­to e sta­ti­sti­ca­men­te si­gni­fi­ca­ti­vo, e, dal­l’al­tra, operi per­ché sui mass media ed anche sulle pub­bli­ca­zio­ni spe­cia­liz­za­te com­pa­ia­no in­for­ma­zio­ni cor­ret­te.
Que­st’ul­ti­mo aspet­to è in ef­fet­ti un pro­ble­ma de­li­ca­to e com­ples­so della ma­te­ria mi­co­tos­si­co­lo­gi­ca. Trop­po spes­so ar­ri­va alla po­po­la­zio­ne cat­ti­va in­for­ma­zio­ne e di­sin­for­ma­zio­ne: dal­l’ap­pas­sio­na­to “fun­ga­io­lo”, che ha solo una ba­na­le co­no­scen­za di poche spe­cie fun­gi­ne e che trop­po su­per­fi­cial­men­te viene con­si­de­ra­to “esper­to” e si sente au­to­riz­za­to a “pon­ti­fi­ca­re sui fun­ghi”, fino ai co­sid­det­ti “esper­ti” (nu­tri­zio­ni­sti, agro­no­mi, bio­lo­gi, me­di­ci) che ven­go­no coin­vol­ti a par­la­re di fun­ghi nelle tra­smis­sio­ni te­le­vi­si­ve pur aven­do solo una for­ma­zio­ne sco­la­sti­ca ed in­for­ma­zio­ni su­per­fi­cia­li sul­l’ar­go­men­to (spes­so solo per “sen­ti­to dire”) senza com­pe­ten­ze spe­ci­fi­che in campo mi­co­lo­gi­co e mi­co­tos­si­co­lo­gi­co.
Nel campo della er­ra­ta in­for­ma­zio­ne mi­co­tos­si­co­lo­gi­ca si pos­so­no do­cu­men­ta­re nu­me­ro­si epi­so­di sia sulle reti pub­bli­che sia su quel­le pri­va­te. A ti­to­lo di esem­pio pos­sia­mo ci­ta­re un epi­so­dio re­la­ti­va­men­te re­cen­te su RAI2: men­tre il con­dut­to­re del TG2 dava la no­ti­zia di un’in­tos­si­ca­zio­ne mor­ta­le da Ama­ni­ta phal­loi­des, alle sue spal­le com­pa­ri­va l’im­ma­gi­ne di un’al­tra spe­cie, una Ama­ni­ta mu­sca­ria (L.) Lam..
La serie con­ti­nua ed in­fi­ni­ta di epi­so­di di cat­ti­va in­for­ma­zio­ne ha spin­to la “Com­mis­sio­ne di Mi­co­tos­si­co­lo­gia” alla re­da­zio­ne di un rap­por­to che rac­col­ga un vero e pro­prio “stu­pi­da­rio mi­co­lo­gi­co” con il fine e la spe­ran­za che chiun­que vo­glia par­la­re di fun­ghi si con­vin­ca, prima o poi, che è da ir­re­spon­sa­bi­li non ri­vol­ger­si alle com­pe­ten­ze vere che si tro­va­no solo (“al­me­no per ora”) nelle “As­so­cia­zio­ni Mi­co­lo­gi­che”, negli “Ispet­to­ra­ti Mi­co­lo­gi­ci” delle ASL e nei “Cen­tri An­ti­ve­le­ni” più qua­li­fi­ca­ti.
Non a caso ven­go­no ci­ta­te per prime le “As­so­cia­zio­ni Mi­co­lo­gi­che”, ma ci sono mo­ti­va­zio­ni cul­tu­ra­li e sto­ri­che che giu­sti­fi­ca­no que­sta “prio­ri­tà”. In­fat­ti, nel no­stro paese, lo stu­dio dei co­sid­det­ti “ma­cro­mi­ce­ti”, cioè i fun­ghi dei bo­schi e dei prati che si ve­do­no ad oc­chio nudo, è nato e si è svi­lup­pa­to nel mondo del vo­lon­ta­ria­to scien­ti­fi­co nella se­con­da parte del se­co­lo scor­so men­tre negli ate­nei, sto­ri­ca­men­te, la “mi­co­lo­gia” è pre­sen­te nelle Fa­col­tà di Agra­ria con un ta­glio es­sen­zial­men­te fi­to­pa­to­lo­gi­co.
In Ita­lia i do­cen­ti nei corsi di for­ma­zio­ne degli Ispet­to­ri Mi­co­lo­gi (fi­gu­re isti­tu­zio­na­li in­tro­dot­te dalla Legge qua­dro N. 352/1993) ven­go­no quasi tutti dalle “As­so­cia­zio­ni Mi­co­lo­gi­che” evi­den­zian­do un aspet­to ano­ma­lo tutto ita­lia­no in quan­to si ha che il do­cen­te “Mi­co­lo­go” fi­glio del “vo­lon­ta­ria­to scien­ti­fi­co-mi­co­lo­gi­co”non ha un “ti­to­lo uf­fi­cia­le” men­tre lo stes­so sarà ac­qui­si­to dal di­scen­te fu­tu­ro “Ispet­to­re Mi­co­lo­go”.
L’at­tua­le sot­to­cul­tu­ra, lar­ga­men­te pre­sen­te nella pub­bli­ca opi­nio­ne, “sui fun­ghi ed il loro mondo” è com­po­sta da un mix di ata­vi­che su­per­sti­zio­ni, da os­ser­va­zio­ni su­per­fi­cia­li e/o ca­sua­li e prin­ci­pal­men­te da espe­rien­ze molto li­mi­ta­te e deve rap­pre­sen­ta­re per tutti i sog­get­ti coin­vol­ti, il vero ne­mi­co da scon­fig­ge­re.
Pur­trop­po que­sta sot­to­cul­tu­ra è trop­po spes­so dif­fu­sa dai mass media tanto che ap­pa­re pa­le­se la loro re­spon­sa­bi­li­tà og­get­ti­va, al­me­no per gli aspet­ti mo­ra­li, nella dram­ma­ti­ci­tà delle in­tos­si­ca­zio­ni che si ve­ri­fi­ca­no a se­gui­to di in­ge­stio­ne di fun­ghi.
Tutte que­ste con­si­de­ra­zio­ni hanno co­sti­tui­to il sub­stra­to di fondo sul quale si sono af­fron­ta­te le te­ma­ti­che del 5CIMT con lo scopo di fare il punto sui più re­cen­ti svi­lup­pi ri­guar­dan­ti:


  1. Mi­co­tos­si­co­lo­gia cli­ni­ca,
  2. At­ti­vi­tà di pre­ven­zio­ne e con­trol­lo delle Isti­tu­zio­ni sa­ni­ta­rie ita­lia­ne,
  3. Que­stio­ni poste dalla glo­ba­liz­za­zio­ne com­mer­cia­le,
  4. At­ti­vi­tà degli Or­ga­ni ispet­ti­vi e di vi­gi­lan­za.

Si sono inol­tre con­si­de­ra­te al­cu­ne tra le più im­por­tan­ti espe­rien­ze scien­ti­fi­che in­ter­na­zio­na­li esten­den­do il con­cet­to di Mi­co­tos­si­co­lo­gia, fi­no­ra ri­fe­ri­ta solo al­l’uo­mo, alla Mi­co­te­ra­pia, alla Tos­si­co­lo­gia am­bien­ta­le ed al Bio­ri­m­e­dio.


Mi­co­tos­si­co­lo­gia cli­ni­ca


Sono stati trat­ta­ti ar­go­men­ti im­por­tan­ti che vanno dal­l’e­pi­de­mio­lo­gia alle nuove pro­spet­ti­ve sulle me­to­di­che di dia­gno­si. È emer­so che in Ita­lia l’e­pi­de­mio­lo­gia è un pro­ble­ma ri­le­van­te in quan­to, non esi­sten­do un re­gi­stro na­zio­na­le delle in­tos­si­ca­zio­ni fun­gi­ne, il CAV di Mi­la­no ha po­tu­to pre­sen­ta­re al 5CIMT solo i suoi casi per cui la pro­ble­ma­ti­ca è dif­fi­cil­men­te quan­ti­fi­ca­bi­le per l’in­te­ra na­zio­ne sia in ter­mi­ni di nu­me­ri reali di pa­zien­ti in­tos­si­ca­ti sia in ter­mi­ni di gra­vi­tà del­l’in­tos­si­ca­zio­ne stes­sa. In pra­ti­ca non c’è an­co­ra cer­tez­za non solo sulle spe­cie re­spon­sa­bi­li delle in­tos­si­ca­zio­ni ma anche sul nu­me­ro e la di­men­sio­ne ef­fet­ti­va delle evo­lu­zio­ni in­fau­ste delle in­tos­si­ca­zio­ni con de­ces­si e tra­pian­ti de­ter­mi­na­ti dal­l’in­ge­stio­ne di fun­ghi non con­trol­la­ti.
Le te­ra­pie ne­ces­sa­rie ri­chie­do­no la col­la­bo­ra­zio­ne di di­ver­se fi­gu­re pro­fes­sio­na­li come il me­di­co di Pron­to Soc­cor­so, il Tos­si­co­lo­go, il Mi­co­lo­go ed il La­bo­ra­to­ri­sta, ope­ra­to­ri in­di­spen­sa­bi­li per for­ni­re ele­men­ti utili ad in­qua­dra­re in ma­nie­ra cor­ret­ta la dia­gno­si e la re­la­ti­va te­ra­pia. Inol­tre nel 5CIMT si è fatto il punto della si­tua­zio­ne ita­lia­na di que­ste quat­tro fi­gu­re pro­fes­sio­na­li ana­liz­zan­do even­tua­li cor­ret­ti­vi da met­te­re in atto per mi­glio­rar­ne le azio­ni e le si­ner­gie tra di esse.
Nel­l’ot­ti­ca di una più certa e ra­pi­da dia­gno­si, sono state pre­sen­ta­te re­la­zio­ni sul­l’a­spet­to ge­ne­ti­co del­l’a­ma­ni­ti­na sia in tema di bio­sin­te­si sia per l’ap­pli­ca­zio­ne della bio­lo­g­ia mo­le­co­la­re alla ri­cer­ca del­l’a­ma­ni­ti­na nei li­qui­di bio­lo­g­i­ci, alle me­to­di­che di scree­ning even­tual­men­te uti­liz­za­bi­li per il fu­tu­ro con l’o­biet­ti­vo di ren­de­re più ra­pi­da pos­si­bi­le e certa la de­ter­mi­na­zio­ne del­l’a­ma­ni­ti­na al­l’e­vi­den­te fine di eli­mi­na­re la mor­ta­li­tà o le te­ra­pie più pe­san­ti (tra­pian­ti d’or­ga­no). Im­por­tan­ti sono stati i con­tri­bu­ti in­ter­na­zio­na­li sia sul­l’a­spet­to delle ri­cer­che ge­ne­ti­che sul­l’a­ma­ni­ti­na sia sulle espe­rien­ze cli­ni­che di in­tos­si­ca­zio­ni da di­ver­se spe­cie del Ge­ne­re Ama­ni­ta apren­do così nuovi oriz­zon­ti sui re­cen­ti aspet­ti tos­si­co­lo­gi­ci di­mo­stra­ti­si molto in­te­res­san­ti e pro­ban­ti la re­la­zio­ne tra le di­ver­se spe­cie del Ge­ne­re Ama­ni­ta e le gravi in­suf­fi­cien­ze re­na­li.
E’ stata anche af­fron­ta­ta un’a­na­li­si sto­ri­ca delle espe­rien­ze te­ra­peu­ti­che nelle in­tos­si­ca­zio­ni da ama­ni­ti­na che hanno avuto come ber­sa­glio il fe­ga­to. Le “da­ta­te” te­ra­pie ba­sa­te sulla de­con­ta­mi­na­zio­ne con car­bo­ne e l’in­fu­sio­ne di ab­bon­dan­ti quan­ti­tà di li­qui­di re­sta­no va­li­de a tut­t’og­gi in as­sen­za di an­ti­do­ti ef­fi­ca­ci a con­tra­sta­re la pe­ri­co­lo­si­tà della tos­si­na.


Amanita phalloides
Esem­pla­ri in ha­bi­tat di Ama­ni­ta phal­loi­des (Vaill. ex Fr.) – (foto Ar­chi­vio fo­to­gra­fi­co del­l’AMB)


amanita muscaria
Esem­pla­ri in ha­bi­tat di Ama­ni­ta mu­sca­ria (L.) Lam. – (foto Ar­chi­vio fo­to­gra­fi­co del­l’AMB)


Mo­der­ni aspet­ti della Mi­co­tos­si­co­lo­gia


A dif­fe­ren­za dal pas­sa­to, sono state pre­sen­ta­te re­cen­ti espe­rien­ze scien­ti­fi­che in­ter­na­zio­na­li esten­den­do il con­cet­to della Mi­co­tos­si­co­lo­gia clas­si­ca, ri­fe­ri­ta fi­no­ra solo al­l’uo­mo, anche a bran­che scien­ti­fi­che che re­cen­te­men­te hanno as­sun­to ruoli di primo piano nello stu­dio dei ma­cro­mi­ce­ti quali la Mi­co­te­ra­pia, la Tos­si­co­lo­gia am­bien­ta­le col­le­ga­ta alla Bioin­d­i­ca­zio­ne ed al Bio­ri­m­e­dio.
Per quan­to ri­guar­da la Mi­co­te­ra­pia si è posto l’ac­cen­to sulla ne­ces­si­tà as­so­lu­ta che in Oc­ci­den­te i pro­ta­go­ni­sti e gli ope­ra­to­ri di que­sta bran­ca della Mi­co­lo­gia ope­ri­no con ri­go­re scien­ti­fi­co, in con­si­de­ra­zio­ne del fatto che un fungo con­si­de­ra­to “me­di­ci­na­le” usato male e senza ade­gua­ti con­trol­li e sup­por­ti spe­ri­men­ta­li e cli­ni­ci può di­ven­ta­re “tos­si­co”, come ca­pi­ta per qual­sia­si altro me­di­ci­na­le. In ri­fe­ri­men­to alla Tos­si­co­lo­gia am­bien­ta­le (Bioin­d­i­ca­zio­ne e Bio­ri­m­e­dio) ci pare che nel Con­ve­gno si sia di­mo­stra­to, al di là di ogni ra­gio­ne­vo­le dub­bio, il ruolo chia­ve che i fun­ghi su­pe­rio­ri gio­ca­no negli eco­si­ste­mi ter­re­stri, apren­do così oriz­zon­ti nuovi alla Mi­co­tos­si­co­lo­gia non im­ma­gi­na­bi­li fino a pochi anni fa. L’uo­mo, e di con­se­guen­za la sua sa­lu­te, non è più con­si­de­ra­to un es­se­re vi­ven­te di­stac­ca­to dagli ha­bi­tat ter­re­stri in cui vive, nu­tren­do­si anche dei pro­dot­ti della na­tu­ra, ma emer­ge come una com­po­nen­te es­sen­zia­le degli eco­si­ste­mi di cui è parte in­te­gran­te con coin­vol­gi­men­ti di­ret­ti nelle al­te­ra­zio­ni degli equi­li­bri am­bien­ta­li spes­so pro­vo­ca­te con le pro­prie at­ti­vi­tà.
Que­sto si­gni­fi­ca­ti­vo passo avan­ti, con l’a­per­tu­ra di nuovi pa­no­ra­mi per la Mi­co­lo­gia, è uno dei prin­ci­pa­li ri­sul­ta­ti del 5CIMT con ri­le­van­ti con­se­guen­ze sia sul piano cul­tu­ra­le sia sul piano scien­ti­fi­co. Il tra­guar­do della nuova vi­sio­ne della “pro­ble­ma­ti­ca Mi­co­lo­gi­ca” è una no­vi­tà in­ter­na­zio­na­le ed è stato rag­giun­to per la prima volta in Ita­lia gra­zie al “Pro­get­to Spe­cia­le Fun­ghi” del­l’I­SPRA che, pra­ti­ca­men­te negli ul­ti­mi dieci anni, con gran­de im­pe­gno e ca­pa­ci­tà si­ner­gi­che, ha unito l’e­spe­rien­za sul campo e le com­pe­ten­ze tas­so­no­mi­che del­l’AMB con quel­le scien­ti­fi­che degli Enti ed Isti­tu­ti di Ri­cer­ca per poter giun­ge­re ad un unica “Strut­tu­ra di Ri­cer­ca” che, tra l’al­tro, sia in grado di in­te­ra­gi­re a largo spet­tro sul ter­ri­to­rio in ma­te­ria di tos­si­co­lo­gia mi­co­lo­gi­ca.


At­ti­vi­tà di pre­ven­zio­ne e con­trol­lo delle Isti­tu­zio­ni Sa­ni­ta­rie ita­lia­ne. Que­stio­ni poste dalla glo­ba­liz­za­zio­ne com­mer­cia­le


Que­ste te­ma­ti­che si ri­fe­ri­sco­no ad im­por­tan­ti que­stio­ni tec­ni­che che ri­guar­da­no di­ret­ta­men­te la sal­va­guar­dia della sa­lu­te del con­su­ma­to­re in ri­fe­ri­men­to alla si­cu­rez­za ali­men­ta­re dei fun­ghi (fre­schi, sec­chi, in con­ser­va, fun­ghi pre­sen­ti nei “piat­ti pron­ti”) nel­l’am­bi­to del com­mer­cio, della tra­sfor­ma­zio­ne e del con­su­mo. Gra­zie al con­tri­bu­to di esper­ti, tra i mas­si­mi del set­to­re, si è fatto il punto sulle co­no­scen­ze scien­ti­fi­che su tutte le ti­po­lo­gie di con­ta­mi­nan­ti po­ten­zial­men­te pe­ri­co­lo­si per la sa­lu­te: pre­sen­za di larve di dit­te­ri mi­ce­to­fi­li­di, di ar­tro­po­di fun­gi­co­li, mo­le­co­le bioat­t­i­ve, ri­schio tos­si­na bo­tu­li­ni­ca (in que­sto caso par­ti­co­la­re si è di­scus­so in modo ap­pro­fon­di­to sulla ne­ces­si­tà di for­ni­re in­for­ma­zio­ni cor­ret­te alla pub­bli­ca opi­nio­ne af­fin­ché le pre­pa­ra­zio­ni do­me­sti­che di fun­ghi in con­ser­va siano prive di pe­ri­co­li ed in par­ti­co­la­re del bat­te­rio Clo­stri­dium bo­tu­li­num), pre­sen­za di ni­co­ti­na nei fun­ghi. L’o­biet­ti­vo delle ri­cer­che e degli studi è quel­lo di met­te­re a punto una re­go­la­men­ta­zio­ne coe­ren­te a li­vel­lo eu­ro­peo sui te­no­ri mas­si­mi di pre­sen­za dei di­ver­si con­ta­mi­na­ti in tutte le forme con le quali i fun­ghi ven­go­no pro­po­sti al con­su­ma­to­re.


At­ti­vi­tà degli Or­ga­ni ispet­ti­vi e di vi­gi­lan­za


Aspet­ti nuovi ed in­te­res­san­ti, per­ché ri­guar­dan­ti un’ot­ti­ca molto con­cre­ta ed ope­ra­ti­va della Mi­co­tos­si­co­lo­gia, sono stati pro­po­sti dagli Or­ga­ni Isti­tu­zio­na­li ita­lia­ni con fun­zio­ni ispet­ti­ve, di vi­gi­lan­za e di po­li­zia. Di par­ti­co­la­re in­te­res­se: l’at­ti­vi­tà del­l’Uf­fi­cio di Sa­ni­tà Ma­rit­ti­ma ed Aerea (USMAF), or­ga­no pe­ri­fe­ri­co del Mi­ni­ste­ro della Sa­lu­te che ha il com­pi­to di ef­fet­tua­re con­trol­li uf­fi­cia­li di fron­tie­ra sugli ali­men­ti di ori­gi­ne non ani­ma­le; l’e­spe­rien­za pi­lo­ta del Pro­to­col­lo Ope­ra­ti­vo del Corpo Fo­re­sta­le dello Stato (CFS) per la Re­gio­ne Cam­pa­nia ine­ren­te la vi­gi­lan­za nella rac­col­ta e com­mer­cia­liz­za­zio­ne dei fun­ghi epi­gei ed ipo­gei; le pro­ble­ma­ti­che sca­tu­ri­te dalle at­ti­vi­tà di con­trol­lo del Nu­cleo An­ti­so­fi­sti­ca­zio­ni e Sa­ni­tà (NAS) del­l’Ar­ma dei Ca­ra­bi­nie­ri nelle fasi di pro­du­zio­ne, com­mer­cia­liz­za­zio­ne e ven­di­ta dei fun­ghi. Anche in que­sto 5CIMT è emer­so con chia­rez­za l’im­por­tan­za di un rap­por­to stret­to con le As­so­cia­zio­ni Mi­co­lo­gi­che di ca­rat­te­re na­zio­na­le come l’AMB che, per la pre­sen­za ca­pil­la­re sul ter­ri­to­rio e per il plu­ri­de­cen­na­le ac­cu­mu­lo di co­no­scen­ze ed espe­rien­ze ri­guar­dan­ti il “mondo dei fun­ghi”, pos­so­no for­ni­re utili con­si­gli ed in­di­ca­zio­ni ma più spe­ci­fi­ca­ta­men­te con­tri­bui­re alla for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le degli ad­det­ti degli or­ga­ni di con­trol­lo.


Ta­vo­la ro­ton­da con­clu­si­va sul tema “Me­to­di­che da se­gui­re per ri­ca­va­re dati e re­ports mag­gior­men­te at­ten­di­bi­li e com­ple­ti, che per­met­ta­no di ot­te­ne­re va­lu­ta­zio­ni più at­ten­te sulle in­tos­si­ca­zio­ni da fun­ghi, at­tra­ver­so pro­ce­du­re anche di­ver­se tra loro


Si è preso atto dei gran­di passi fatti in al­cu­ne Re­gio­ni con l’i­sti­tu­zio­ne degli Ispet­to­ra­ti Mi­co­lo­gi­ci pub­bli­ci, l’at­ti­vi­tà di cer­ti­fi­ca­zio­ne dei fun­ghi de­sti­na­ti al com­mer­cio al det­ta­glio, l’at­ti­vi­tà di pre­ven­zio­ne so­prat­tut­to mi­ra­ta al con­trol­lo mi­co­lo­gi­co dei fun­ghi per l’au­to­con­su­mo, la con­su­len­za alle strut­tu­re sa­ni­ta­rie nei casi di so­spet­te in­tos­si­ca­zio­ni da fun­ghi, la con­su­len­za agli USMAF nelle im­por­ta­zio­ni di fun­ghi, ed anche, in al­cu­ni casi, l’i­sti­tu­zio­ne di Cen­tri di Con­trol­lo Mi­co­lo­gi­co di se­con­do li­vel­lo per ve­ri­fi­che mag­gior­men­te ap­pro­fon­di­te. Si evi­den­zia tut­ta­via che que­ste at­ti­vi­tà, in par­ti­co­la­re il sup­por­to mi­co­tos­si­co­lo­gi­co nelle so­spet­te in­tos­si­ca­zio­ni da fun­ghi, sono pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio na­zio­na­le in modo di­so­mo­ge­neo, a “mac­chia di leo­par­do”, in quan­to solo poche Re­gio­ni si sono do­ta­te di una si­mi­le strut­tu­ra­zio­ne in rete con l’As­ses­so­ra­to alla Sa­ni­tà. In ge­ne­ra­le man­ca­no pro­ce­du­re, pro­to­col­li, linee ope­ra­ti­ve con­cor­da­te, va­li­da­te e dif­fu­se fra gli ope­ra­to­ri sa­ni­ta­ri, che com­pren­da­no gli in­ter­ven­ti del Pron­to Soc­cor­so, del CAV, del Mi­co­lo­go, del Sa­ni­ta­rio ospe­da­lie­ro. In molti Ispet­to­ra­ti non viene la­scia­ta trac­cia del­l’at­ti­vi­tà svol­ta e, so­prat­tut­to, non ven­go­no tra­smes­si i rap­por­ti (“re­ports”) delle varie at­ti­vi­tà mi­co­tos­si­co­lo­gi­che ai Ser­vi­zi com­pe­ten­ti re­gio­na­li. Preso atto che i fun­ghi sono am­pia­men­te uti­liz­za­ti come ali­men­to (sep­pu­re, a no­stro pa­re­re, in modo as­so­lu­ta­men­te im­pro­prio, ma su que­sta te­ma­ti­ca siamo im­pe­gna­ti in ap­pro­fon­di­men­ti che con­tia­mo di pre­sen­ta­re al 6CIMT), è op­por­tu­no ga­ran­tir­ne al con­su­ma­to­re la do­vu­ta si­cu­rez­za ali­men­ta­re come pre­ve­de il Reg. CE n.178/2002. Le Azien­de Sa­ni­ta­rie Lo­ca­li e la Di­re­zio­ne Ge­ne­ra­le per l’I­gie­ne e la Si­cu­rez­za degli Ali­men­ti e Nu­tri­zio­ne (DGI­SAN) pres­so il Mi­ni­ste­ro alla Sa­lu­te si de­vo­no at­ti­va­re al fine di ga­ran­ti­re il rag­giun­gi­men­to di que­sto obiet­ti­vo, met­ten­do in rete i Cen­tri di in­tos­si­ca­zio­ne da ali­men­ti in ge­ne­ra­le, crean­do una banca dati solo per que­sta ti­po­lo­gia di in­tos­si­ca­zio­ni, de­fi­nen­do le mo­da­li­tà ed i campi per l’at­ti­va­zio­ne del Si­ste­ma di Al­ler­ta Ra­pi­do per Ali­men­ti e Man­gi­mi (Rapid Alert Sy­stem for Food and Feed – RASFF). E’ ne­ces­sa­rio inol­tre ri­ve­de­re e mo­di­fi­ca­re im­me­dia­ta­men­te sia le nor­ma­ti­ve qua­dro in ma­te­ria di com­mer­cia­liz­za­zio­ne dei fun­ghi epi­gei fre­schi e con­ser­va­ti, sia il DM 686/96 che fissa i cri­te­ri e le mo­da­li­tà per il ri­la­scio del­l’at­te­sta­to di mi­co­lo­go, al fine di al­li­near­le alle re­cen­ti nor­ma­ti­ve eu­ro­pee e fa­vo­ri­re una for­ma­zio­ne mag­gio­re, più com­ple­ta e qua­li­fi­can­te. Si è ri­te­nu­to ne­ces­sa­rio in­fi­ne fa­vo­ri­re una mag­gio­re in­for­ma­zio­ne sul tema della pre­ven­zio­ne da in­tos­si­ca­zio­ne da fun­ghi at­tra­ver­so la rea­liz­za­zio­ne di pro­get­ti che coin­vol­ga­no i Mi­ni­ste­ri della Sa­lu­te e del­l’Am­bien­te, le Re­gio­ni, i Cen­tri An­ti­ve­le­ni, gli Isti­tu­ti Zoo­pro­fi­lat­ti­ci, l’I­SPRA, l’ISS, le Agen­zie Re­gio­na­li Am­bien­ta­li, le ASL, le Uni­ver­si­tà e le As­so­cia­zio­ni mi­co­lo­gi­che mag­gior­men­te or­ga­niz­za­te e rap­pre­sen­ta­te, pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio na­zio­na­le, come ad esem­pio l’As­so­cia­zio­ne Mi­co­lo­gi­ca Bre­sa­do­la.


Con­clu­sio­ni


Vo­glia­mo con­clu­de­re que­sta nota pro­po­nen­do ai let­to­ri il “De­ca­lo­go” di con­si­gli dif­fu­so nel­l’au­tun­no 2012 dal Mi­ni­ste­ro della Sa­lu­te. Que­sta lista di im­por­tan­tis­si­mi sug­ge­ri­men­ti è da con­si­de­rar­si un segno po­si­ti­vo e tan­gi­bi­le della ri­spo­sta delle Isti­tu­zio­ni a que­sto tipo di even­ti. In­fat­ti que­st’an­no è la prima volta che è stato do­cu­men­ta­to un vero e pro­prio “bol­let­ti­no di guer­ra” a li­vel­lo na­zio­na­le per le in­tos­si­ca­zio­ni da fun­ghi che ha por­ta­to ad una presa di co­scien­za, al più alto li­vel­lo isti­tu­zio­na­le, dei pe­ri­co­li che i ma­cro­mi­ce­ti pos­so­no co­sti­tui­re per la po­po­la­zio­ne.
Ci corre co­mun­que l’ob­bli­go di sot­to­li­nea­re che tale “De­ca­lo­go” rac­co­glie nu­me­ro­se in­di­ca­zio­ni del­l’AMB ma­tu­ra­te nelle plu­ri­de­cen­na­li espe­rien­ze frut­to sia di la­vo­ri di campo, sia di at­ti­vi­tà di stu­dio e ri­cer­ca di­mo­stran­do con­cre­ta­men­te la pro­fi­cua “si­ner­gia” che può in­ter­cor­re­re tra il “Mondo del Vo­lon­ta­ria­to” e le “Isti­tu­zio­ni Pub­bli­che” ad ogni li­vel­lo.


DE­CA­LO­GO


  1. Con­su­ma­re solo fun­ghi con­trol­la­ti da un vero Mi­co­lo­go (dif­fi­da degli “esper­ti im­prov­vi­sa­ti”)
  2. Con­su­ma­re quan­ti­tà mo­de­ra­te
  3. Non som­mi­ni­stra­re ai bam­bi­ni
  4. Non som­mi­ni­stra­re a donne gra­vi­de
  5. Con­su­ma­re solo fun­ghi in per­fet­to stato di con­ser­va­zio­ne
  6. Con­su­ma­re fun­ghi ben cotti e ma­sti­ca­re cor­ret­ta­men­te
  7. Sbol­len­ta­re i fun­ghi prima del con­ge­la­men­to e con­su­mar­li entro 6 mesi
  8. Non con­su­ma­re fun­ghi rac­col­ti lungo le stra­de e vi­ci­no a cen­tri in­du­stria­li
  9. Non re­ga­la­re i fun­ghi rac­col­ti se non con­trol­la­ti
  10. Nei fun­ghi sot­t’o­lio si può svi­lup­pa­re la tos­si­na del bo­tu­li­no

Se­gre­te­ria Scien­ti­fi­ca del 5CIMT:
Luigi Coc­chi (Di­ret­ti­vo Na­zio­na­le del­l’AMB – Com­mis­sio­ne di Mi­co­tos­si­co­lo­gia del CSM-AMB)
Car­mi­ne Si­ni­scal­co (Re­spon­sa­bi­le del “Pro­get­to Spe­cia­le Fun­ghi” dell’ ISPRA – Com­mis­sio­ne di Mi­co­tos­si­co­lo­gia del CSM-AMB)
Sito AMB: http://​www.​amb​bres​adol​a.​org/ – Sito ISPRA: http://​www.​isp​ramb​ient​e.​gov.​it/


 






I funghi dal vero

I Fun­ghi dal vero
Bruno Cetto – Sa­tur­nia


La vera Bib­bia il­lu­stra­ta del­l’ap­pas­sio­na­to rac­co­gli­to­re di fun­ghi, con de­scri­zio­ne chia­ra e com­pren­si­bi­le di ogni sin­go­la spe­cie.
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