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di Fran­ce­sco Sodi

Il Pe­pe­ro­ne, Cap­si­cum annum L., ap­par­te­nen­te alla fa­mi­glia delle So­la­na­cee, è una pian­ta an­nua­le nel clima me­di­ter­ra­neo e pe­ren­ne nei paesi caldi del sud Ame­ri­ca da dove pro­vie­ne. I suoi frut­ti (bac­che) ric­chis­si­mi di vi­ta­mi­ne, si usano cotti o crudi, con­di­ti in di­ver­se ma­nie­re, op­pu­re es­sic­ca­ti e ma­ci­na­ti come con­di­men­to pic­can­te (pa­pri­ka) d’al­cu­ne vi­van­de.

Peperoni varieta' sott'olio
Pe­pe­ro­ni a ma­tu­ra­zio­ne com­ple­ta­ta var. da sot­t’o­lio (foto Fran­ce­sco Sodi)

CUL­TI­VAR
Le cul­ti­var si di­stin­guo­no per le par­ti­co­la­ri ca­rat­te­ri­sti­che del frut­to che può es­se­re dolce o pic­can­te, di pic­co­lo o gran­de vo­lu­me, di forma cu­boi­de, co­ni­ca più o meno re­go­la­re, pi­ra­mi­da­le, al­lun­ga­to o breve, di co­lo­re rosso, gial­lo, verde, bruno o scuro.
Le più ap­prez­za­te per il con­su­mo allo stato fre­sco sono così sud­di­vi­se:
A frut­to dolce:

a) Forma qua­dran­go­la­re (Cap­si­cum annum va­rie­tà gros­sum)
“Gial­lo San Va­len­ti­no”
“Gial­lo qua­dra­to dolce di No­ce­ra”
“Rosso qua­dra­to dolce di No­ce­ra”
“Gial­lo qua­dra­to d’A­sti”
“Rosso qua­dra­to d’A­sti”
“Er­co­le rosso”
“Er­co­le gial­lo d’oro”
“Brai­de­se rosso” e “Brai­de­se gial­lo”
Que­ste cul­ti­var si as­so­mi­glia­no mol­tis­si­mo e forse de­ri­va­no l’una dal­l’al­tra.
“Ca­li­for­nia Won­der”: dif­fu­so nelle col­tu­re di pieno campo.
“Yolo Won­der”: lar­ga­men­te dif­fu­so nella gran­de col­tu­ra ilo cui pro­dot­to è de­sti­na­to alla espor­ta­zio­ne. Frut­to qua­dri­lo­ba­to a polpa spes­sa re­si­sten­te ai tra­spor­ti. Pian­ta vi­go­ro­sa molto pro­dut­ti­va. Pro­du­zio­ne uni­for­me.
“Tor­pe­do” o “Pe­pe­ro­ne po­mo­do­ro”: Cul­ti­var molto ca­rat­te­ri­sti­ca a frut­to schiac­cia­to si­mi­le al po­mo­do­ro leg­ger­men­te co­sto­lu­to. Molto ap­prez­za­to sui mer­ca­ti este­ri, ma non molto pro­dut­ti­vo.

b) Forma al­lun­ga­ta (Cap­si­cum annum va­rie­tà lon­gum)
“Lungo Mar­co­ni”: a frut­ti pen­du­li, lun­ghi fino a 18 cm, polpa ot­ti­ma, con­su­mo in verde e in rosso.
“Lungo di Chias­so”: Cul­ti­var lar­ga­men­te dif­fu­sa nel Pie­mon­te. Frut­to al­lun­ga­to, d’ot­ti­ma qua­li­tà.
“Pro­bo­sci­de d’e­le­fan­te”: frut­to al­lun­ga­to, ter­mi­nan­te a punta ri­cur­va, molto ca­rat­te­ri­sti­ca.
“Corno di toro”: frut­ti vo­lu­mi­no­si, di forma co­ni­ca a punta ot­tu­sa, ot­ti­mo per il con­su­mo fre­sco e per l’in­du­stria. Co­lo­re rosso e gial­lo.
“Toro di Spa­gna”: pian­ta piut­to­sto nana, frut­ti pen­du­li, di forma co­ni­ca, al­lun­ga­ta, polpa ot­ti­ma.
“Ver­ti­cus”: ca­rat­te­ri­sti­ca cul­ti­var a frut­ti eret­ti, di forma co­ni­ca, con apice ap­pe­na lo­ba­to, polpa rossa di buona qua­li­tà.

c) Forma al­lun­ga­ta (Cap­si­cum annum va­rie­tà acu­mi­na­tum)
Dolci:
“Pe­pe­ron­ci­no lungo, sot­ti­le dolce per sot­ta­ce­ti”
“Si­ga­ret­ta”, “Lungo del Ve­ne­to”, “Spa­gno­li­no dolce”.
Pic­can­ti:
“Pe­pe­ron­ci­no lungo sot­ti­le di Ca­jen­na”: Cul­ti­var da pa­pri­ka, ric­chis­si­ma di vi­ta­mi­ne.

d) Forma tron­ca­ta (Cap­si­cum annum va­rie­tà ab­bre­via­tum)
“Qua­dra­to pic­co­lo del Ve­ne­to”: per sot­ta­ce­ti.
“Pic­co­lo di Fi­ren­ze”: per sot­ta­ce­ti, molto pro­dut­ti­vo, ma di­vie­ne pic­can­te se non si rac­co­glie quan­do il frut­to è molto te­ne­ro.
“Pa­ri­gi­no”: dolce, pre­co­cis­si­mo. Si usa in Pie­mon­te per col­ti­va­zio­ni pre­co­cis­si­me. Poco pro­dut­ti­vo.
“Pi­men­to”: Cul­ti­var ca­rat­te­ri­sti­ca per la forma del frut­to a trot­to­la con polpa molto spes­sa adat­ta al­l’in­du­stria con­ser­vie­ra.
“Nano qua­ran­ti­no d’A­sti”: sem­pre per sot­ta­ce­ti. Pre­co­cis­si­mo, a frut­to un po’ ir­re­go­la­re.

Le va­rie­tà pic­can­ti, che, com’è noto, si con­su­ma­no, di pre­fe­ren­za es­sic­ca­te e per con­di­men­ti, sono più ric­che di vi­ta­mi­ne delle altre, tanto che rag­giun­go­no va­lo­ri 300 volte mag­gio­ri di cia­scu­no degli altri or­tag­gi col­ti­va­ti.
Ot­ti­mi ri­sul­ta­ti danno anche al­cu­ni F1 della Clau­se e della giap­po­ne­se So­ko­ta.

Pianta di Peperone
Pian­ta di Pe­pe­ro­ne (foto Fran­ce­sco Sodi)

COL­TI­VA­ZIO­NE
Il pe­pe­ro­ne è molto sen­si­bi­le al fred­do, per­ciò nella col­tu­ra, che pos­sia­mo con­si­de­ra­re nor­ma­le, si se­mi­na in feb­bra­io, in cas­so­ne ri­scal­da­to. È ne­ces­sa­rio sce­glie­re seme pro­ve­nien­te da pian­te a frut­ti sani, in quan­to esso è vet­to­re di pa­to­ge­ni di tutte le forme.
Non è male in ogni caso di­sin­fe­star­lo con Ce­re­san o altri pro­dot­ti adat­ti.
Le pian­ti­ne si ri­pic­chet­ta­no o no in vi­va­io sem­pre in cas­so­ne ri­scal­da­to.
Pian­ta­gio­ne: a di­mo­ra si fa a pri­ma­ve­ra inol­tra­ta (fine apri­le, primi mag­gio), quan­do non sono più da te­me­re forti ab­bas­sa­men­ti di tem­pe­ra­tu­ra, met­ten­do le pian­ti­ne a 40-60 cm in sol­chet­ti di­stan­ti 60-90 cm. I pe­pe­ro­ni da sot­ta­ce­to si pos­so­no met­te­re a cop­pia per ogni po­sta­rel­la. Si ha così una mag­gio­re pro­du­zio­ne.
Il pe­pe­ro­ne ri­chie­de ter­re­ni fer­ti­lis­si­mi e so­prat­tut­to di fa­ci­le scolo, spe­cial­men­te quel­lo da sot­ta­ce­ti che ri­chie­de ri­pe­tu­te an­naf­fia­tu­re, pre­pa­ra­ti con un’a­ra­tu­ra pro­fon­da 35-40 cm, ben smi­nuz­za­ti e con­ci­ma­ti con 120-150 unità d’a­ni­dri­de fo­sfo­ri­ca e 250 unità d’os­si­do di po­tas­sio da di­stri­buir­si al mo­men­to del ri­pas­so, poco prima della pian­ta­gio­ne, la­scian­do la con­ci­ma­zio­ne azo­ta­ta per la som­mi­ni­stra­zio­ne in co­per­tu­ra, da cal­co­lar­si in ra­gio­ne di 140-150 unità d’a­zo­to sotto forma ni­troam­mo­nia­ca­le.

RAC­COL­TA
La rac­col­ta è sca­la­re. La rac­col­ta dei pe­pe­ro­ni da sot­ta­ce­to ri­chie­de un’at­ten­zio­ne par­ti­co­la­re: va ri­pe­tu­ta al­me­no due o tre volte alla set­ti­ma­na, in ma­nie­ra da rac­co­glie­re le pic­co­le cap­su­le te­ne­ris­si­me. È ne­ces­sa­rio an­naf­fia­re dopo ogni rac­col­ta, pos­si­bil­men­te il gior­no stes­so o, co­mun­que, 48 ore prima della rac­col­ta suc­ces­si­va per dare agio al ter­re­no di pro­sciu­gar­si in su­per­fi­cie. Si evita così il co­sti­pa­men­to del ter­re­no che è de­le­te­rio alla pian­ta.
Le ir­ri­ga­zio­ni si al­ter­na­no op­por­tu­na­men­te con sar­chia­tu­re per di­strug­ge­re le erbe in­fe­stan­ti fa­ci­li a svi­lup­par­si in un ter­re­no fer­ti­le e te­nu­to co­stan­te­men­te fre­sco e ae­ra­to.

COL­TI­VA­ZIO­NE EX­TRA­STA­GIO­NA­LE
La col­ti­va­zio­ne ex­tra­sta­gio­na­le può avere lo scopo di ot­te­ne­re una pro­du­zio­ne a fine in­ver­no (feb­bra­io) o al­l’i­ni­zio della pri­ma­ve­ra o più o meno leg­ger­men­te an­ti­ci­pa­ta su quel­la nor­ma­le che d’al­tra parte può con­si­de­rar­si an­ti­ci­pa­ta in quan­to in tutti i casi si fa la se­mi­na in am­bien­te con­di­zio­na­to.

Col­ti­va­zio­ne per la pro­du­zio­ne di fine in­ver­no: que­sto tipo di col­ti­va­zio­ne è fatto per l’in­te­ro ciclo d’am­bien­te con­di­zio­na­to, in ge­ne­ra­le in una serra ri­scal­da­ta, co­per­ta con vetri.
La se­mi­na si può ini­zia­re verso la fine di set­tem­bre, in cas­so­ne, ri­scal­da­bi­le o no. Dopo un mese circa dalla na­sci­ta, che può av­ve­ni­re, al buio, in 8-10 gior­ni a tem­pe­ra­tu­ra di 28°C, si fa il ri­pi­chet­ta­men­to in cu­bet­ti come si è detto per la me­lan­za­na o in fer­til-pot, o in qual­sia­si altro con­te­ni­to­re.
La messa a di­mo­ra si fa in no­vem­bre con in­ve­sti­men­ti di 3-4 pian­te a metro qua­dra­to, me­glio se a file ab­bi­na­te, sul ter­re­no si­ste­ma­to a sol­chi.
La tem­pe­ra­tu­ra am­bien­te, su­bi­to dopo il tra­pian­to si porta a 28°C con tempo lu­mi­no­so per riab­bas­sar­la a 24°C di gior­no e 16-18°C di notte, Umi­di­tà Re­la­ti­va 90%.
Da te­ne­re in buone con­di­zio­ni il con­te­nu­to idri­co del ter­re­no poi­ché il pe­pe­ro­ne è molto esi­gen­te. Su­bi­to dopo la pian­ta­gio­ne si farà per­tan­to una buona an­naf­fia­tu­ra, me­glio se lo­ca­liz­za­ta.
Du­ran­te lo svi­lup­po delle pian­te si fa­ran­no cure col­tu­ra­li con­si­sten­ti in fre­quen­ti sar­chia­tu­re o fre­sa­tu­re, si di­stri­bui­rà, in co­per­tu­ra, la dose cal­co­la­ta d’a­zo­to, si farà una buona rin­cal­za­tu­ra e, se ne­ces­sa­rio, la pa­la­tu­ra con fili di ferro tesi ai lati delle bine, in modo da co­strui­re una spe­cie di gab­bia dove le pian­te ab­bia­no agio di man­te­ner­si in po­si­zio­ne eret­ta. Se ne­ces­sa­rio, oltre ai nor­ma­li trat­ta­men­ti an­ti­pa­ras­si­ta­ri, si fa­ran­no più con­ci­ma­zio­ni fo­glia­ri con com­ples­so 20-20-20, in­te­gra­to da sti­mo­lan­ti.
Rac­col­ta: può es­se­re ini­zia­ta fin da feb­bra­io.
Cul­ti­var usate: sono per lo più le no­stra­li:
“Qua­dra­to d’A­sti”, “Qua­ran­ti­no”, “Ge­no­ve­se” e al­cu­ni F1, meno usate il “Yolo Won­der” e il “Ca­li­for­nia Won­der”.
Nelle zone molto fa­vo­ri­te dal clima, della Si­ci­lia, e in ge­ne­re del­l’I­ta­lia me­ri­dio­na­le, que­sto tipo di col­ti­va­zio­ne è fatto in serre co­per­te con P.V.C. con ri­scal­da­men­to di soc­cor­so fatto con aria calda pro­dot­ta da stufe ali­men­ta­te a che­ro­se­ne.

Col­ti­va­zio­ni per la pro­du­zio­ne pri­ma­ve­ri­le, ini­zio del­l’e­sta­te: que­sto tipo di col­ti­va­zio­ne può es­se­re fatto in serra fred­da o in tun­nel-ser­ra co­per­ti con P.V.C. o po­lie­ti­le­ne o in pieno campo con pro­te­zio­ne di tun­nel dello stes­so ma­te­ria­le.
Se­mi­na: si fa in cas­so­ne ri­scal­da­to da ot­to­bre a di­cem­bre, fino ai primi di gen­na­io, re­go­lan­do­si a se­con­da del clima della zona dove si opera. Non c’è una re­go­la uni­ver­sa­le fissa.
Il ri­pic­chet­ta­men­to si fa in cu­bet­ti od altri con­te­ni­to­ri.
Pian­ta­gio­ne: in serra fred­da, con un sup­ple­men­to di co­per­tu­ra in tun­nel, può es­se­re fatta fin dal mese di feb­bra­io, men­tre al­l’a­per­to, con pro­te­zio­ne di solo tun­nel, si deve ri­tar­da­re fino alla se­con­da metà di marzo e fino ai primi d’a­pri­le nelle zone meno fa­vo­ri­te.
Rac­col­ta: si può ini­zia­re a fine apri­le primi di mag­gio per le col­tu­re in serra fred­da e fine mag­gio primi di giu­gno per le col­tu­re in campo pro­tet­te da tun­nel.

CURE COL­TU­RA­LI
Le cure col­tu­ra­li, per que­ste col­tu­re che si svi­lup­pa­no in un pe­rio­do che nelle zone me­ri­dio­na­li può con­si­de­rar­si molto as­so­la­to, con­si­ste­ran­no so­prat­tut­to in ir­ri­ga­zio­ne e arieg­gia­men­ti per evi­ta­re pe­ri­co­lo­sis­si­mi in­nal­za­men­ti della tem­pe­ra­tu­ra al di­so­pra dei 28-30°C. I tun­nel con P.V.C. fo­ra­to pos­so­no evi­ta­re que­sto pe­ri­co­lo in quan­to è più fa­ci­le il ri­cam­bio d’a­ria e per­tan­to può es­se­re evi­ta­to il co­sto­sis­si­mo al­za­men­to delle “sot­ta­ne”.

AV­VER­SI­TA’
Dan­no­se sono spes­so le “tra­cheo­mi­co­si”, come pure il mar­ciu­me api­ca­le dei frut­ti e l’al­ter­na­rio­si. Val­go­no nella lotta l’op­por­tu­na scel­ta del ter­re­no di col­tu­ra e i trat­ta­men­ti an­ti­crit­to­ga­mi­ci più in uso in or­ti­col­tu­ra.

Fran­ce­sco Sodi si è di­plo­ma­to pres­so l’I­sti­tu­to Tec­ni­co Agra­rio di Fi­ren­ze. Se­le­zio­na­to­re e al­le­va­to­re di avi­co­li, re­spon­sa­bi­le tec­ni­co del­l’a­zien­da agri­co­la “Po­de­re l’Uc­cel­la­re” nel Chian­ti Clas­si­co, è iscrit­to al terzo anno del corso di lau­rea in Scien­ze e Tec­no­lo­gie Agra­rie pres­so l’U­ni­ver­si­tà di Fi­ren­ze.

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