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di Vit­to­ria Capei Chia­ro­man­ni

enoturismo vino agricolturaWine Trek­king in Fran­cia­cor­ta (foto http://​bimag.​it)

L’e­no­tu­ri­smo è un par­ti­co­la­re tipo di tu­ri­smo che si può dire sia nato in Ita­lia nel 1993 in con­co­mi­tan­za al “Mo­vi­men­to del Tu­ri­smo del vino”. No­no­stan­te il gran­de suc­ces­so e l’im­por­tan­te giro d’af­fa­ri che ruota in­tor­no al­l’e­no­tu­ri­smo que­sto è an­co­ra con­si­de­ra­to un fe­no­me­no non an­co­ra suf­fi­cien­te­men­te ra­di­ca­to nel no­stro Paese.
La ri­sco­per­ta delle ra­di­ci, la ri­cer­ca di eva­sio­ne, l’at­ten­zio­ne agli equi­li­bri socio am­bien­ta­li, la con­di­vi­sio­ne della cul­tu­ra di altri luo­ghi, il de­si­de­rio di riav­vi­ci­nar­si alla tra­di­zio­ne eno­ga­stro­no­mi­ca ita­lia­na e ai va­lo­ri di se­re­ni­tà e ge­nui­ni­tà evo­ca­ti dal mondo ru­ra­le e la sen­si­bi­li­tà verso gli aspet­ti an­tro­po­lo­gi­ci ha por­ta­to alla ri­pre­sa del con­su­mo del vino. Oggi at­tra­ver­so il vino si espri­me l’i­den­ti­tà di un ter­ri­to­rio crean­do quell’ap­peal ca­pa­ce di ren­de­re una lo­ca­li­tà ap­pe­ti­bi­le come meta tu­ri­sti­ca e que­sto anche gra­zie ai so­cial net­work che per­met­to­no di sti­mo­la­re la cu­rio­si­tà e l’in­te­res­se per de­ter­mi­na­te lo­ca­li­tà e de­ter­mi­na­ti tipi di espe­rien­za.

Per la na­sci­ta ed il suc­ces­so di que­sto spe­ci­fi­co tipo di tu­ri­smo, hanno gio­ca­to un ruolo fon­da­men­ta­le anche as­so­cia­zio­ni quali: “Città del vino” del 1987 e il “Mo­vi­men­to del Tu­ri­smo del Vino” ri­sa­len­te al 1993. Da que­st’ul­ti­ma, nel corso degli anni, sono nate quel­le che oggi sono re­pu­ta­te tra le mag­gio­ri ma­ni­fe­sta­zio­ni di set­to­re quali “Can­ti­ne Aper­te”, “Ca­li­ci sotto le stel­le” e “Ben­ve­nu­ta Ven­dem­mia” che hanno rap­pre­sen­ta­to un punto di svol­ta per il set­to­re del vino con­sen­ten­do di en­tra­re in can­ti­na, strin­ge­re rap­por­ti di­ret­ti con i pro­dut­to­ri e quin­di “toc­ca­re con mano” que­sta cul­tu­ra. Quat­tro sono gli obiet­ti­vi che si pone il “Mo­vi­men­to del Tu­ri­smo del Vino”: pro­muo­ve­re la cul­tu­ra del vino at­tra­ver­so le vi­si­te nei luo­ghi di pro­du­zio­ne, so­ste­ne­re l’in­cre­men­to dei flus­si tu­ri­sti­ci in tutte le aree d’I­ta­lia a forte vo­ca­zio­ne vi­ti­vi­ni­co­la, qua­li­fi­ca­re i ser­vi­zi tu­ri­sti­ci delle can­ti­ne e in­cre­men­ta­re l’im­ma­gi­ne e le pro­spet­ti­ve eco­no­mi­che ed oc­cu­pa­zio­na­li dei ter­ri­to­ri del vino.

Il suc­ces­so del­l’e­no­tu­ri­smo è stato aiu­ta­to anche dal­l’at­tua­le modo di con­ce­pi­re il viag­gio ed il cibo. Oggi, in­fat­ti, il viag­gio è breve, a medio rag­gio, in­tra­re­gio­na­le, si or­ga­niz­za da soli tra­mi­te in­ter­net e guide spe­cia­liz­za­te, av­vie­ne in ogni mo­men­to del­l’an­no e in esso si ri­cer­ca qua­li­tà e con­tat­to umano, in una sola pa­ro­la: short break (sog­gior­no breve). Per quan­to ri­guar­da il cibo è in­ve­ce im­por­tan­te il trend po­si­ti­vo dello Slow Food e della fi­lie­ra corta: il clien­te ri­cer­ca pro­dot­ti di qua­li­tà, sani e che ri­spet­ti­no gli eco­si­ste­mi.
L’e­no­tu­ri­smo è di­ven­ta­to un nuovo vero e pro­prio modo di fare va­can­za poi­ché rac­chiu­de tutto que­sto.
La legge na­zio­na­le n. 268 del 27 lu­glio 1997 ha isti­tui­to e re­go­la­to le “Stra­de del vino” nate poi nel 1999 e che le de­fi­ni­sce “per­cor­si se­gna­la­ti e pub­bli­ciz­za­ti con ap­po­si­ti car­tel­li, lungo i quali in­si­sto­no va­lo­ri na­tu­ra­li, cul­tu­ra­li e am­bien­ta­li, vi­gne­ti e can­ti­ne di azien­de agri­co­le o as­so­cia­te aper­te al pub­bli­co” e che hanno così con­sa­cra­to l’e­no­tu­ri­smo ita­lia­no. At­tual­men­te ci sono 150 stra­de del vino che in­te­res­sa­no 1450 co­mu­ni, oltre 400 de­no­mi­na­zio­ni di vino e  3300 azien­de agri­co­le. La To­sca­na nel 2003 ha poi al­lar­ga­to il con­cet­to di stra­da anche a tutti i pro­dot­ti ti­pi­ci del ter­ri­to­rio e del­l’a­gri­col­tu­ra bio­lo­g­i­ca. Le “Stra­de del vino” nel 2006 sono state poi ul­te­rior­men­te sog­get­te ad or­di­na­men­ti eu­ro­pei tra­mi­te la “Carta Eu­ro­pea del­l’E­no­tu­ri­smo” che fa perno sui se­guen­ti punti chia­ve: il ter­ri­to­rio, il pa­tri­mo­nio vi­ti­vi­ni­co­lo e la cul­tu­ra del vino.
Oggi il tu­ri­smo del vino conta circa 3 mi­lio­ni di tu­ri­sti l’an­no ed un giro d’af­fa­ri di circa 4, 5 mi­lio­ni. Nel 2015 è stato re­gi­stra­to un au­men­to pari al 30% ri­spet­to al­l’an­no pre­ce­den­te. Tra le lo­ca­li­tà pre­di­let­te per chi de­ci­de di in­tra­pren­de­re que­sto tipo di tu­ri­smo spic­ca la To­sca­na ed il Chian­ti in par­ti­co­la­re.
L’e­no­tu­ri­sta è ge­ne­ral­men­te uomo di età com­pre­sa tra i 30 e i 50 anni, au­to­mu­ni­to e con un li­vel­lo di stu­dio medio alto. Molte ul­ti­ma­men­te sono anche le cop­pie senza figli che amano “eva­de­re” dalla città per ri­fu­giar­si in que­sto tipo di espe­rien­za. Il mese pre­di­let­to per in­tra­pren­de­re que­sto tipo di viag­gio è mag­gio e la somma che i tu­ri­sti si con­ce­do­no è di circa 150 euro al gior­no. L’e­no­tu­ri­sta ita­lia­no ha un di­ver­so modo di con­ce­pi­re il viag­gio ri­spet­to al­l’e­no­tu­ri­sta stra­nie­ro; l’e­no­tu­ri­sta ita­lia­no pre­fe­ri­sce or­ga­niz­za­re da solo il viag­gio e l’i­ti­ne­ra­rio de­di­can­do ad esso un solo gior­no o al mas­si­mo due. L’e­no­tu­ri­sta stra­nie­ro, in­ve­ce, pre­fe­ri­sce af­fi­dar­si a tour ope­ra­tor spe­cia­liz­za­ti e con­ce­de­re a que­sto tipo di espe­rien­za al­me­no 3-4 gior­ni. I paesi stra­nie­ri mag­gior­men­te in­te­res­sa­ti al tu­ri­smo del vino sono Ger­ma­nia e Stati Uniti ma anche Bra­si­le, Au­stra­lia e Cina. Una re­cen­te in­da­gi­ne ha evi­den­zia­to come il tu­ri­sta del vino oggi si de­fi­ni­sca pre­va­len­te­men­te “aman­te” o “cu­rio­so” del vino.
L’at­ti­vi­tà cult del­l’e­no­tu­ri­smo è la de­gu­sta­zio­ne se­gui­ta dalla vi­si­ta gui­da­ta della can­ti­na ma è amata anche la vi­si­ta dei vi­gne­ti e l’as­sag­gio dei pro­dot­ti ti­pi­ci. Si sce­glie di fare tu­ri­smo del vino poi­ché si ri­cer­ca con esso un’e­spe­rien­za di svago ma che sia allo stes­so tempo un’op­por­tu­ni­tà di cre­sci­ta per­so­na­le e di ar­ric­chi­men­to.
L’e­no­tu­ri­smo è de­fi­ni­to “tu­ri­smo di gran­di nu­me­ri” que­sto si­gni­fi­ca che non è un fe­no­me­no di massa (pro­dot­to stan­dar­diz­za­to per qual­sia­si tipo di tu­ri­sta) ma nean­che un fe­no­me­no di nic­chia (pro­dot­to spe­cia­liz­za­to e adat­to esclu­si­va­men­te ad un de­ter­mi­na­to tipo di clien­te), è in­ve­ce un fe­no­me­no di vo­lu­mi con­si­sten­ti e quin­di che può es­se­re seg­men­ta­to e rag­giun­ge­re così di­ver­si pro­fi­li com­por­ta­men­ta­li e di ap­par­te­nen­za. Poi­ché oggi le per­so­ne sono sem­pre più in­for­ma­te e in­cu­rio­si­te da que­sto set­to­re ed ogni vino è di­ver­so ed unico per gusto e pro­ve­nien­za, oc­cor­re che le azien­de pro­dut­tri­ci stu­di­no una buona e at­ten­ta stra­te­gia di mar­ke­ting così da poter con­se­gui­re il mas­si­mo pro­fit­to.

L’e­no­tu­ri­smo può es­se­re una gran­de fonte di gua­da­gno per il no­stro paese ma oc­cor­re che le at­ti­vi­tà che ruo­ta­no in­tor­no a que­sto tipo d tu­ri­smo siano pub­bli­ciz­za­te e of­fra­no sem­pre qual­co­sa di nuovo e mai ba­na­le. Il web ha il com­pi­to di pro­muo­ve­re e sti­mo­la­re il clien­te a par­te­ci­pa­re al viag­gio, poi, sarà com­pi­to delle azien­de coin­vol­ge­re e crea­re il fe­no­me­no fon­da­men­ta­le del pas­sa­pa­ro­la. Per il suc­ces­so del­l’e­no­tu­ri­smo as­su­me quin­di un ruolo im­por­tan­te anche il per­so­na­le ad­det­to al­l’ac­co­glien­za poi­ché agli occhi dei vi­si­ta­to­ri que­sti rap­pre­sen­ta­no l’im­ma­gi­ne del­l’a­zien­da. L’ac­co­glien­za dovrà es­se­re in­con­fon­di­bi­le e coe­ren­te con l’i­den­ti­tà e la fi­lo­so­fia del­l’a­zien­da. Oggi non basta più fare un buon vino oc­cor­re anche saper ac­co­glie­re e co­mu­ni­ca­re il pro­dot­to, è ne­ces­sa­ria pro­fes­sio­na­li­tà e for­ma­zio­ne ade­gua­ta.
L’e­no­tu­ri­smo è una fonte di ric­chez­za che deve es­se­re sfrut­ta­ta al mas­si­mo e che, se ben fatta, può por­ta­re i no­stri pro­dot­ti ad es­se­re espor­ta­ti e co­no­sciu­ti in tutto il mondo: oc­cor­re, quin­di, una mag­gio­re or­ga­niz­za­zio­ne da parte delle azien­de vi­ti­vi­ni­co­le e la pos­si­bi­li­tà a tutti di poter ac­ce­de­re a que­sto tipo di espe­rien­za anche ai di­sa­bi­li che ad oggi  ne sono trop­po spes­so im­pos­si­bi­li­ta­ti a causa delle bar­rie­re ar­chi­tet­to­ni­che.
Gli enti pub­bli­ci e pri­va­ti come Con­sor­zi e As­so­cia­zio­ni de­vo­no aiu­ta­re e so­ste­ne­re le azien­de del set­to­re per fare in modo che que­st’ul­ti­me rie­sca­no ad of­fri­re un ser­vi­zio di qua­li­tà e l’e­no­tu­ri­smo possa di­ven­ta­re così un punto di forza e un vanto della no­stra eco­no­mia. Gli aiuti do­vran­no es­se­re non solo eco­no­mi­ci ma anche e so­prat­tut­to di for­ma­zio­ne e in­for­ma­zio­ne. Un esem­pio di un gros­so e co­mu­ne er­ro­re che viene fatto dalle azien­de può es­se­re quel­lo di non se­gnar­si i nomi e i con­tat­ti di chi viene a vi­si­ta­re la loro real­tà. E’ un er­ro­re ba­na­le ma che nel lungo pe­rio­do por­te­rà ad enor­mi per­di­te; per evi­ta­re tutto que­sto ba­ste­reb­be un corso di for­ma­zio­ne o ag­gior­na­men­to per pro­fes­sio­ni­sti del set­to­re.
Ab­bia­mo ot­ti­me po­ten­zia­li­tà con un ter­ri­to­rio che offre vasti sce­na­ri e pro­dot­ti, si au­spi­ca che que­sti pos­sa­no es­se­re im­pie­ga­ti con lo spe­ci­fi­co obiet­ti­vo di di­ve­ni­re lea­der del set­to­re a li­vel­lo mon­dia­le.

enoturismo vigna vinoCon­cer­to in vigna (foto www.​fes​tiva​lita​ca.​net)

Vit­to­ria Capei Chia­ro­man­ni, dot­to­res­sa trien­na­le in “Co­mu­ni­ca­zio­ne, media e gior­na­li­smo” e dot­to­res­sa ma­gi­stra­le in “Stra­te­gie della co­mu­ni­ca­zio­ne pub­bli­ca e po­li­ti­ca” pres­so l’U­ni­ver­si­tà degli studi di Fi­ren­ze. Spe­cia­liz­za­ta in “Mar­ke­ting, co­mu­ni­ca­zio­ne e pub­bli­ci­tà” pres­so l’ Isti­tu­to Eu­ro­peo di De­si­gn – Roma, ha svol­to sul set­to­re del vino la pro­pria tesi di lau­rea dal ti­to­lo: “Il vino to­sca­no tra tra­di­zio­ne ed in­no­va­zio­ne. Il ruolo del­l’a­zien­da Mar­che­si An­ti­no­ri”. vit­to­ria.​capei.​c@​gmail.​com

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