Con­di­vi­di l'ar­ti­co­lo
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di Fe­de­ri­co Vi­nat­tie­ri

Vo­glia­mo par­la­re del ca­rat­te­re del Saar­loos? Ma sì par­lia­mo­ne… Ho af­fron­ta­to l’ar­go­men­to a voce con tan­tis­si­me per­so­ne e ho scrit­to di­ver­si “tra­fi­let­ti” al ri­guar­do, ma non ho mai de­di­ca­to un in­te­ro ar­ti­co­lo a que­sto aspet­to del Cane Lupo di Saar­loos, ar­go­men­to di pri­ma­ria im­por­tan­za, che su­sci­ta tanti di­bat­ti­ti so­prat­tut­to in rete. Penso sia giun­to il mo­men­to di far chia­rez­za e so­prat­tut­to di met­te­re a ta­ce­re voci sul­l’im­por­tan­za della se­le­zio­ne sul ca­rat­te­re, per far di­ven­ta­re il Saar­loos una sorta di La­bra­dor “tra­ve­sti­to” da Lupo.
Come deve es­se­re il Cane Lupo di Saar­loos? Deve es­se­re ti­mi­do? Deve es­se­re so­cie­vo­le? Bi­so­gna in qual­che modo se­le­zio­nar­ne l’a­spet­to ca­rat­te­ria­le sino ad ar­ri­va­re a ot­te­ne­re cani estro­ver­si?
Una volta ter­mi­na­to que­sto breve testo avre­te le ri­spo­ste a que­sti que­si­ti.

cane lupo di saarloos timidezza
Il ti­pi­co at­teg­gia­men­to del Saar­loos du­ran­te un primo ap­proc­cio con un estra­neo

Pre­stan­do at­ten­zio­ne a tutti i sog­get­ti pro­ve­nien­ti dai più im­por­tan­ti al­le­va­men­ti d’Eu­ro­pa negli ul­ti­mi de­cen­ni, do­cu­men­tan­do­mi negli anni tra­mi­te le varie as­so­cia­zio­ni e club este­ri spe­cia­li­sti­ci di razza, di­scu­ten­do con esper­ti giu­di­ci e al­le­va­to­ri di “vec­chia data” del Saar­loos, so­prat­tut­to del Nord Eu­ro­pa, mi son fatto un qua­dro ge­ne­ra­le delle pri­ma­rie e im­pre­scin­di­bi­li pe­cu­lia­ri­tà della razza.
Sui so­cial regna l’a­nar­chia in­tel­let­tua­le e si legge di tutto di più. Per for­tu­na, esi­ste uno Stan­dard di­re­te voi… cer­ta­men­te, ma chi è nel set­to­re, sa bene, ahimè, che gli stan­dard molte volte non ven­go­no nean­che presi in con­si­de­ra­zio­ne, so­prat­tut­to per le razze de­fi­ni­te “poco rap­pre­sen­ta­ti­ve”, ossia quel­le razze che an­no­ve­ra­no poche na­sci­te al­l’an­no e sono poco rap­pre­sen­ta­te in espo­si­zio­ne.

Di­cia­mo una volta per tutte come DEVE es­se­re que­sto par­ti­co­la­ris­si­mo cane lupo, e tengo a pre­ci­sa­re che quan­to sto per de­scri­ver­vi non l’ho de­ci­so io, ma que­sti pa­ra­me­tri sono stati ac­cu­ra­ta­men­te scel­ti, de­cen­ni fa, dai no­stri pre­cur­so­ri, al­le­va­to­ri esper­ti, pio­nie­ri di que­sta razza, che hanno im­pres­so su carta dei “ter­mi­ni di raf­fron­to”, delle no­zio­ni da se­gui­re e da por­ta­re avan­ti, una de­scri­zio­ne pre­ci­sa e det­ta­glia­ta che è stata re­dat­ta pro­prio per­ché “scrip­ta ma­nent” e NON PUO’ MAI ES­SE­RE OPI­NA­BI­LE.
Trop­pe volte lo stan­dard viene preso alla leg­ge­ra. Se così è stato scrit­to, così è stato vo­lu­to… e chi siamo noi per per­met­ter­ci di cam­bia­re una se­le­zio­ne ri­spet­to a come è stata stu­dia­ta, spe­ra­ta, cer­ca­ta, ini­zia­ta e messa in atto? Nella spe­cie “CANE” vi sono oltre 500 razze, tra quel­le ri­co­no­sciu­te e quel­le in via di ri­co­no­sci­men­to; se i re­qui­si­ti del Saar­loos non fanno per voi, nes­su­no vi ob­bli­ga a se­le­zio­nar­lo, ma se si de­ci­de di ci­men­tar­si nel­l’al­le­va­men­to scru­po­lo­so di que­sta razza, al­lo­ra bi­so­gna con­cre­tiz­za­re la se­le­zio­ne, ba­san­do­si esclu­si­va­men­te pro­prio su QUEI pa­ra­me­tri, sia este­ti­ci che ca­rat­te­ria­li, che ci sono stati tra­man­da­ti, scrit­ti ac­cu­ra­ta­men­te nello stan­dard.
Di­cia­mo su­bi­to che il Saar­loos non può, anzi scu­sa­te mi cor­reg­go, NON DEVE, mai es­se­re un cane espan­si­vo, di­sin­vol­to, spi­glia­to, aper­to con gli estra­nei. Al di fuori del pro­prio “ha­bi­tat” (pas­sa­te­mi il ter­mi­ne inap­pro­pria­to per una abi­ta­zio­ne) deve SEM­PRE mo­stra­re dif­fi­den­za, ri­ser­va­tez­za, in­tro­ver­sio­ne. Que­sta sua “ti­mi­dez­za” è da con­si­de­rar­si PRO­PRIE­TA’ DELLA RAZZA, pre­gio as­so­lu­to, poi­ché va a con­fer­ma del­l’ef­fet­ti­va pu­rez­za e la to­ta­le as­sen­za di un “in­qui­na­men­to ge­ne­ti­co” do­vu­to ad even­tua­li im­mis­sio­ni di sog­get­ti non ap­par­te­nen­ti alla me­de­si­ma razza e quin­di più so­cie­vo­li e senza l’ar­cai­co istin­to del Lupo, che nel Saar­loos è for­te­men­te pre­sen­te, o al­me­no do­vreb­be es­ser­lo.

Lo stan­dard è stato re­cen­te­men­te re­vi­sio­na­to il 03 no­vem­bre 2014; non è stato “stra­vol­to” o “com­ple­ta­men­te mo­di­fi­ca­to” come tal­vol­ta leggo in rete da fonti to­tal­men­te inat­ten­di­bi­li. Sono sì state sti­la­te al­cu­ne (po­chis­si­me) mo­di­fi­che, che po­trem­mo de­fi­ni­re “ri­toc­chi” quasi im­per­cet­ti­bi­li, che però (come era ovvio) non vanno certo ad in­tac­ca­re gli aspet­ti ti­pi­ci della razza ed i “fon­da­men­ti” che la di­stin­guo­no da tutte le altre.
C’è da con­si­de­ra­re inol­tre che una mo­di­fi­ca allo stan­dard non è mai re­troat­ti­va. Qua­lo­ra una mo­di­fi­ca sia ap­pro­va­ta dalla F.C.I., que­sta ha va­len­za solo per le ge­ne­ra­zio­ni fu­tu­re e mai per i sog­get­ti già esi­sten­ti. Ma non è il no­stro caso, poi­ché come ac­cen­na­to, nes­su­na gros­sa mo­di­fi­ca degna di men­zio­ne è stata ap­pro­va­ta, e non potrà mai es­se­re ap­pro­va­ta ag­giun­ge­rei. Quan­do de­scrit­to nel nuovo stan­dard alla voce “Ca­rat­te­re e Tem­pe­ra­men­to” non è nien­t’al­tro che una sin­te­si di quan­to ri­por­ta­to nel vec­chio stan­dard.

Ri­por­to qui di se­gui­to, di­ret­ta­men­te sca­ri­ca­to dal sito uf­fi­cia­le del­l’En­te Na­zio­na­le della Ci­no­fi­lia Ita­lia­na, quan­to men­zio­na­to nello Stan­dard uf­fi­cia­le di razza, tra­dot­to in ita­lia­no (F.C.I. Stan­dard N° 311):
<< Cane vi­va­ce e pieno di ener­gia, di ca­rat­te­re fiero e in­di­pen­den­te. Non ob­be­di­sce che di sua pro­pria e li­be­ra vo­lon­tà; non si sot­to­met­te. È at­tac­ca­to al suo pa­dro­ne e af­fi­da­bi­le al più alto grado. Verso gli estra­nei è ri­ser­va­to e ab­ba­stan­za dif­fi­den­te. La sua ri­ser­va­tez­za e, nelle si­tua­zio­ni sco­no­sciu­te, il suo istin­to di fuga si­mi­le a quel­lo del lupo, sono ti­pi­che per il ca­ne-lu­po di Saar­loos e do­vreb­be­ro es­se­re man­te­nu­te come par­ti­co­la­ri­tà della razza. Nel­l’av­vi­ci­nar­si a un cane–lupo di Saar­loos gli estra­nei do­vreb­be­ro dare prova d’una certa com­pren­sio­ne verso il com­por­ta­men­to di que­sto cane, per la sua cir­co­spet­ta ri­ser­va­tez­za e per il suo istin­to di fuga, par­ti­co­la­ri­tà che porta nel suo pa­tri­mo­nio ere­di­ta­rio. Un ap­proc­cio for­za­to e in­de­si­de­ra­bi­le da parte di un estra­neo può pro­vo­ca­re la ma­ni­fe­sta­zio­ne del­l’i­stin­to di fuga. Im­pe­den­do a que­sto istin­to di ma­ni­fe­star­si, per esem­pio di­mi­nuen­do la li­ber­tà di mo­vi­men­ti del cane con un guin­za­glio, il cane può com­por­tar­si come se aves­se paura. >>

E’ scrit­to tutto qui, in que­ste poche righe… quin­di “bando alle cian­ce”! per usare il ver­na­co­lo to­sca­no.
Ri­pe­to: quan­to sopra scrit­to non sono pa­ro­le mie, ho solo ri­por­ta­to quan­to de­scrit­to nello Stan­dard uf­fi­cia­le, no­zio­ni quin­di che i si­gno­ri giu­di­ci do­vreb­be­ro ap­pli­ca­re e non in­ter­pre­ta­re. Nes­su­no si può per­met­te­re di cam­bia­re que­sto aspet­to. Il Saar­loos è un cane RI­SER­VA­TO, ed è chia­ra­men­te scrit­to che que­sta ca­rat­te­ri­sti­ca DEVE ES­SE­RE MAN­TE­NU­TA. Più che scri­ver­lo di­ret­ta­men­te nello stan­dard, co­s’al­tro do­ve­va­no fare co­lo­ro che lo hanno re­dat­to, per as­si­cu­ra­re que­sto ele­men­to di­stin­ti­vo alle ge­ne­ra­zio­ni fu­tu­re? Al­lo­ra per­ché in espo­si­zio­ne tal­vol­ta ven­go­no pre­mia­ti sog­get­ti con in­do­le quasi op­po­sta a quan­to sopra in­di­ca­to?
Come suc­ce­de per tante razze poco co­no­sciu­te, pur­trop­po i giu­di­ci non hanno piena co­no­scen­za della razza, e quin­di ten­do­no a pre­di­li­ge­re sem­pre quei sog­get­ti che hanno una mag­gior pa­dro­nan­za del ring, nel no­stro caso, non con­sa­pe­vo­li che quei sog­get­ti che di­mo­stra­no dif­fi­den­za, tal­vol­ta pe­na­liz­za­ti, sono quel­li più in TIPO, il cui ca­rat­te­re è in linea con quan­to ri­chie­sto per que­sta razza.

Io stes­so ho por­ta­to in Espo­si­zio­ne al­cu­ni sog­get­ti più so­cie­vo­li, ma ero for­te­men­te con­sa­pe­vo­le che su quel de­ter­mi­na­to con­no­ta­to non erano in per­fet­ta linea con i re­qui­si­ti della razza, e non ba­se­rei certo la mia se­le­zio­ne sulla ri­cer­ca di un at­tri­bu­to che di­ver­ge da quan­to ri­chie­sto in stan­dard. Sot­to­po­nen­do a giu­di­zio que­sti no­stri sog­get­ti più so­cie­vo­li nei ring di tutta Eu­ro­pa, veri esper­ti della razza hanno giu­sta­men­te pe­na­liz­za­to tale tem­pe­ra­men­to, sug­ge­ren­do­ci di “rien­tra­re” in linea con le ca­rat­te­ri­sti­che com­por­ta­men­ta­li di razza.

cane lupo saarloos carattere
Il Saar­loos non di­mo­stra nes­su­na dif­fi­den­za con il suo pro­prie­ta­rio

Prima di noi al­le­va­to­ri, de­vo­no es­se­re gli esper­ti Giu­di­ci a dare delle di­ret­ti­ve su quali sog­get­ti por­ta­re avan­ti. Mi ri­vol­go a Voi si­gno­ri giu­di­ci: molti di voi pur­trop­po co­no­sco­no poco la razza, anche se vi sono for­tu­na­ta­men­te di­ver­si giu­di­ci ita­lia­ni molto com­pe­ten­ti, i quali hanno avuto modo di giu­di­ca­re il Saar­loos anche al­l’e­ste­ro e sono in grado di com­pren­de­re i veri va­lo­ri di que­sto par­ti­co­la­re ca­ne-lu­po; vi in­vi­to a do­cu­men­tar­vi sul Cane Lupo di Saar­loos, vi in­vi­to a ri­leg­ge­re at­ten­ta­men­te lo Stan­dard e a com­pren­de­re che la dif­fi­den­za è un VA­LO­RE FON­DA­MEN­TA­LE e IN­DE­RO­GA­BI­LE per un sog­get­to ap­par­te­nen­te a que­sta razza. D’al­tron­de l’a­spet­to ca­rat­te­ria­le è una dei pochi trat­ti (oltre a de­ter­mi­na­te dif­fe­ren­ze ana­to­mi­che) che di­stin­gue il Cane Lupo di Saar­loos dal suo stret­to “pa­ren­te”, il Cane Lupo Ce­co­slo­vac­co. Stes­sa ori­gi­ne, ma se­le­zio­ni com­ple­ta­men­te dif­fe­ren­ti, una av­ve­nu­ta per for­gia­re un cane di tipo mi­li­ta­re, che ser­vi­va per sor­ve­glia­re i con­fi­ni del­l’al­lo­ra Ce­co­slo­vac­chia, e per il Saar­loos l’as­sen­za di una se­le­zio­ne a li­vel­lo at­ti­tu­di­na­le, ai fini di pla­sma­re sem­pli­ce­men­te un vero e pro­prio “cane da com­pa­gnia”.

Al­lo­ra per­ché da parte di molti al­le­va­to­ri si con­ti­nua in que­sta as­sur­da “cro­cia­ta”, alla ri­cer­ca del Saar­loos con as­sen­za di ti­mi­dez­za? Non vi sò ri­spon­de­re… è real­men­te un vero pa­ra­dos­so!
Ab­bia­mo una razza crea­ta e ri­co­no­sciu­ta ad­di­rit­tu­ra prima del Ce­co­slo­vac­co, ab­bia­mo una razza UNICA nel suo ge­ne­re, UNICA aven­te una in­do­le che non tro­ve­re­te mai in nes­sun altro cane, UNICA che ha man­te­nu­to l’ar­cai­co istin­to ere­di­ta­to dal suo an­te­na­to Lupo, UNICA che si di­stin­gue da tutte le altre prin­ci­pal­men­te per que­sto ti­pi­co aspet­to ca­rat­te­ria­le. Per­ché per­de­re que­sto pa­tri­mo­nio che esi­ste da più di mezzo se­co­lo? Que­sta par­ti­co­la­ri­tà può non pia­ce­re, ma i giu­di­zi de­vo­no tra­scen­de­re dai gusti per­so­na­li.

Ci dob­bia­mo ren­de­re conto degli er­ro­ri di se­le­zio­ne in cui po­trem­mo in­cap­pa­re. Bi­so­gna la­vo­ra­re sul MAN­TE­NI­MEN­TO delle ca­rat­te­ri­sti­che com­por­ta­men­ta­li e non sul mi­glio­ra­men­to in­te­so come for­za­tu­ra nel­l’au­men­ta­re la so­cia­liz­za­zio­ne per ren­de­re il Saar­loos un cane di­ver­so, più si­mi­le a tutte le altre razze. Vo­le­re e cer­ca­re un Cane Lupo di Saar­loos meno dif­fi­den­te è UN ER­RO­RE se­let­ti­vo im­per­do­na­bi­le.
Se i si­gno­ri giu­di­ci con­ti­nue­ran­no a fa­vo­ri­re in espo­si­zio­ne i sog­get­ti che mo­stra­no mi­no­re dif­fi­den­za, dob­bia­mo es­se­re noi al­le­va­to­ri ad avere la forza e la co­stan­za per im­por­re le no­stre scel­te, con stan­dard alla mano, fa­cen­do com­pren­de­re a gli esper­ti giu­di­ci che sono loro in er­ro­re, che re­pri­men­do que­sta con­no­ta­zio­ne di­ver­go­no da quan­to ri­por­ta­to nello stan­dard di razza e por­ta­no quin­di l’al­le­va­to­re a com­met­te­re enor­mi sba­gli se­let­ti­vi, con­tro­pro­du­cen­ti per la razza e per i suoi pro­dot­ti fu­tu­ri.

E’ ovvio che la so­cia­liz­za­zio­ne è im­por­tan­te, ma allo scopo di ren­de­re il pro­prio Saar­loos più ge­sti­bi­le quan­do lo si porta in luo­ghi a lui sco­no­sciu­ti o quan­do si ha con­tat­ti con estra­nei, per cer­ca­re di ot­te­ne­re sog­get­ti più calmi e li­mi­ta­re il loro in­na­to istin­to di fuga in par­ti­co­la­ri si­tua­zio­ni, ma NON si deve cer­ca­re il cane adat­ta­bi­le, il cane che rie­sce ad “aprir­si” con tutto e con tutti. Se il vo­stro obiet­ti­vo è tra­sfor­ma­re in Cane Lupo di Saar­loos in un cane “nor­ma­le” dal punto di vista del­l’at­teg­gia­men­to, del ca­rat­te­re, del­l’i­stin­to, al­lo­ra siete fuori “rotta”, ed è ur­gen­te un “rien­tro in car­reg­gia­ta”.
Per il Saar­loos l’e­qua­zio­ne da te­ne­re a mente è la se­guen­te: DIF­FI­DEN­ZA = TI­PI­CI­TA’.

Uno dei gros­si pro­ble­mi tal­vol­ta è pro­prio da ri­cer­car­si nella forma di giu­di­zio a cui dob­bia­mo sot­to­por­re i no­stri sog­get­ti. Si do­vreb­be va­lu­ta­re con mag­gior at­ten­zio­ne, pre­ten­de­re sem­pre un giu­di­zio det­ta­glia­to da parte del giu­di­ce, il quale do­vreb­be rap­pre­sen­ta­re una sorta di “guida”, un “ar­bi­tro” della no­stra se­le­zio­ne, un “giu­di­ce” nel vero senso della pa­ro­la, che do­vreb­be aval­la­re, con­trol­la­re e anche con­te­ne­re de­ter­mi­na­ti ele­men­ti da noi va­glia­te per i no­stri “pro­dot­ti”. Non ci si può più na­scon­de­re die­tro il giu­di­zio ge­ne­ri­co, nel quale si elen­ca i pregi e molte volte si omet­to­no i di­fet­ti; non si do­vreb­be­ro mai re­di­ge­re giu­di­zi (come se ne leg­go­no tanti) della serie “già visto e giu­di­ca­to con­fer­mo giu­di­zio e qua­li­fi­ca”, poi­ché lo sap­pia­mo bene, anche se un sog­get­to è già stato giu­di­ca­to, nel­l’ar­co di tempo in­ter­cor­so tra una espo­si­zio­ne e quel­la suc­ces­si­va, pos­so­no va­ria­re le con­di­zio­ni fi­si­che, pos­so­no es­se­re di­ver­se le con­di­zio­ni del man­tel­lo, può aver su­bi­to dei trau­mi alla den­ta­tu­ra, e sic­co­me si va­lu­ta sem­pre il sog­get­to per come si mo­stra il gior­no del giu­di­zio, può anche aver mi­glio­ra­to o ag­gra­va­to il suo aspet­to ca­rat­te­ria­le.
I giu­di­ci do­vreb­be­ro avere in testa quale sia il va­lo­re da at­tri­bui­re ad ogni voce dello stan­dard, va­lo­ri che ov­via­men­te va­ria­no razza per razza. Come an­dreb­be va­lu­ta­to il no­stro Saar­loos?
Se si co­no­sce bene una razza, si co­no­sco­no le prio­ri­tà di se­le­zio­ne. Esi­sto­no aspet­ti di pri­ma­ria im­por­tan­za (che de­vo­no es­se­re pre­sen­ti in un de­ter­mi­na­to sog­get­to a con­fer­ma della ef­fet­ti­va ap­par­te­nen­za ad essa), ed aspet­ti di se­con­da­ria im­por­tan­za, ossia que­gli aspet­ti che pre­fe­ri­bil­men­te do­vreb­be­ro es­se­re pre­sen­ti, ma su cui ci pos­sia­mo anche pas­sa­re sopra e di­ven­ta­no im­por­tan­ti solo in una even­tua­le pa­ri­tà di giu­di­zio (il fa­mo­so ago della bi­lan­cia).
Il com­por­ta­men­to per il Saar­loos è da con­si­de­rar­si di PRI­MA­RIA IM­POR­TAN­ZA, la dif­fi­den­za deve es­se­re pre­sen­te e non può in nes­sun modo in­flui­re ne­ga­ti­va­men­te sul giu­di­zio. Con que­sto con­cet­to non dico che de­vo­no es­se­re sem­pre pri­vi­le­gia­ti i sog­get­ti che mo­stra­no la ti­pi­ca dif­fi­den­za, ma vo­glio far com­pren­de­re che que­sto con­no­ta­to non deve man­ca­re in un C.L. di Saar­loos, e i giu­di­ci non de­vo­no sor­pren­der­si nel tro­var­si di fron­te a sog­get­ti che mo­stra­no i chia­ri se­gna­li di “di­sa­gio” a re­sta­re in sta­zio­ne in ring.

Pro­via­mo a farvi com­pren­de­re come va giu­di­ca­to il Cane Lupo di Saar­loos. Se vi fosse una scala va­lo­ri nel giu­di­zio ana­li­ti­co del Saar­loos, su un to­ta­le di un mas­si­mo di 100 punti at­tri­bui­bi­li, que­sti do­vreb­be­ro es­se­re così sud­di­vi­si:

– PRO­POR­ZIO­NI / TA­GLIA: 10 punti
– COM­POR­TA­MEN­TO: 20 punti
– TESTA: 15 punti
– TRON­CO: 10 punti
– ARTI / AN­GO­LA­ZIO­NI: 15 punti
– MO­VI­MEN­TO: 20 punti
– MAN­TEL­LO: 10 punti

Si deve to­glie­re punti se, nella va­lu­ta­zio­ne, uno o più di que­sti aspet­ti ri­sul­ta­to di­fet­to­si o ven­go­no evi­den­zia­te de­fi­cien­ze. Si deve tener conto che l’ec­cel­len­za do­vreb­be es­se­re as­se­gna­ta ai soli sog­get­ti che ar­ri­va­no al­me­no ai 90 punti com­ples­si­vi. Que­sto tipo di va­lu­ta­zio­ne ana­li­ti­ca è adot­ta­ta da sva­ria­ti lu­stri in am­bi­to or­ni­to­fi­lo, e in que­sto modo un al­le­va­to­re può ren­der­si conto dei pro­pri er­ro­ri e so­prat­tut­to, quali sono gli aspet­ti mi­glio­ra­bi­li e su quali zone del corpo si deve la­vo­ra­re di più per ot­te­ne­re sog­get­ti sem­pre più in Stan­dard.
In ci­no­fi­lia il tutto non può es­se­re scrit­to, ma do­vreb­be es­se­re im­pres­so in mente, lim­pi­do ed evi­den­te, per per­ce­pi­re ve­lo­ce­men­te, quasi “a colpo d’oc­chio” quale sia il sog­get­to più me­ri­te­vo­le nel ring.

Aven­do que­sta “scala va­lo­ri” in mente, un giu­di­ce può ap­proc­ciar­si alla razza con mag­gio­re fa­ci­li­tà, ed il suo la­vo­ro di os­ser­va­zio­ne e va­lu­ta­zio­ne è si­cu­ra­men­te age­vo­la­to. Se si tiene a me­mo­ria que­sto pic­co­lo sche­ma men­ta­le e si ha una mi­ni­ma “in­fa­ri­na­tu­ra” della de­scri­zio­ne stan­dard delle varie parti del corpo, dif­fi­cil­men­te si può sba­glia­re una clas­si­fi­ca.
Per il Saar­loos dun­que, il tem­pe­ra­men­to è la voce a cui bi­so­gna at­tri­bui­re mag­gior va­lo­re, in­sie­me al mo­vi­men­to, altro aspet­to fon­da­men­ta­le stret­ta­men­te col­le­ga­to al com­por­ta­men­to.
In tutti i più gran­di ra­du­ni este­ri, so­prat­tut­to nel nord Eu­ro­pa (Olan­da, Fran­cia, Bel­gio, Scan­di­na­via, ecc…), dove il Saar­loos è mag­gior­men­te al­le­va­to, il giu­di­zio ini­zia sem­pre con di­ver­si giri di ring al trot­to, per far sì di “scio­glie­re” il sog­get­to sotto esame, e dar­gli l’il­lu­sio­ne di una tran­quil­la corsa con il pro­prie­ta­rio. Que­sto per­ché i giu­di­ci spe­cia­li­sti di que­sta razza sanno bene che ob­bli­ga­re i sog­get­ti su­bi­to in “posa”, nel giu­di­zio da fermo, non ap­pe­na fanno il pro­prio in­gres­so nel ring, è sem­pre con­tro­pro­du­cen­te, poi­ché ten­de­reb­be­ro a chiu­der­si in sé stes­si sem­pre di più, in­con­sa­pe­vo­li di es­se­re al­l’in­ter­no di un luogo di va­lu­ta­zio­ne.

L’os­ser­va­zio­ne del Saar­loos non va ef­fet­tua­ta in “sta­zio­ne”, ma deve es­se­re va­lu­ta­ta prin­ci­pal­men­te in mo­vi­men­to e ri­chie­sta l’os­ser­va­zio­ne da fermo, solo per po­chis­si­mi ele­men­ti di va­lu­ta­zio­ne, che in fase di mo­vi­men­to non si pos­so­no ap­prez­za­re, quali co­lo­re degli occhi, den­ta­tu­ra, pal­pa­zio­ne dei te­sti­co­li, tes­si­tu­ra del man­tel­lo, even­tua­li pre­sen­ze di de­pig­men­ta­zio­ni, in­se­ri­men­to delle orec­chie, espres­sio­ne della testa in at­ten­zio­ne.
Si­gno­ri Giu­di­ci, basta quin­di con l’i­gno­ran­za! Du­ran­te la va­lu­ta­zio­ne del Saar­loos, i giu­di­zi sba­glia­ti, dove si elo­gia­no e si pre­di­li­go­no i sog­get­ti meno dif­fi­den­ti, non sono più giu­sti­fi­ca­bi­li con il “non co­no­sce­re la razza in Ita­lia”. La razza è in Ita­lia da ora­mai più di 20 anni, e dal 2007 sva­ria­ti sog­get­ti sono stati con­dot­ti nel ring as­si­dua­men­te nella mag­gio­ran­za delle ma­ni­fe­sta­zio­ni ci­no­tec­ni­che na­zio­na­li e in­ter­na­zio­na­li. Quin­di SVE­GLIA!! Do­cu­men­tar­si è d’ob­bli­go per un esper­to giu­di­ce!
Par­lia­mo di “Saar­loos”, ma aven­do al­le­va­to più razze sò per espe­rien­za che la stes­sa pro­ble­ma­ti­ca af­flig­ge tante altre ti­po­lo­gie ca­ni­ne. Se una razza non la si co­no­sce, nes­su­no vi im­po­ne di pren­der­la in ca­ri­co per un giu­di­zio. Non è una ver­go­gna de­le­ga­re il giu­di­zio di una razza a chi è più esper­to. Pur­trop­po tutti noi sap­pia­mo bene che razze che de­ten­go­no po­chis­si­me na­sci­te, come ap­pun­to il “C.L. di Saar­loos”, ven­go­no quasi sem­pre “pas­sa­te d’uf­fi­cio” ai giu­di­ci, so­prat­tut­to ai co­sid­det­ti “All Roun­der”, cioè co­lo­ro abi­li­ta­ti a giu­di­ca­re tutte le razze esi­sten­ti; quin­di ven­go­no loro as­se­gna­te senza aver svol­to nes­sun “esame di ido­nei­tà” per es­se­re in grado di giu­di­car­le. Nel giu­di­ca­re una razza ci si deve pren­de­re la mano, e que­sto è ac­cet­ta­bi­le, ma qua­lo­ra uno sba­glio viene co­stan­te­men­te ri­pe­tu­to e pe­rio­di­ca­men­te in­cen­ti­va­to, al­lo­ra qual­co­sa deve cam­bia­re.
Al­le­va­to­ri che si van­ta­no di ba­sa­re la loro se­le­zio­ne su un aspet­to non per­ti­nen­te alla razza, è ve­ra­men­te in­tol­le­ra­bi­le. Una per­ver­sa vo­glia del voler osten­ta­re per forza un re­qui­si­to che sap­pia­mo es­se­re ina­de­gua­to e non con­for­me alla razza, come l’ec­ces­si­va ap­pa­ren­te af­fa­bi­li­tà nel Saar­loos, e vo­ler­lo far pas­sa­re per un pre­gio, non è ac­cet­ta­bi­le. In que­sti “tra­boc­chet­ti” pos­so­no ca­de­re pur­trop­po neo­fi­ti e pro­fa­ni ci­no­fi­li, ma non al­le­va­to­ri e giu­di­ci della “vec­chia scuo­la”, che sanno bene come pro­se­gui­re un la­vo­ro se­let­ti­vo, anche tal­vol­ta do­ven­do man­te­ne­re una con­di­zio­ne di­ver­gen­te dal­l’o­pi­nio­ne pub­bli­ca, che su­bi­sce lo spon­ta­neo e de­le­te­rio con­di­zio­na­men­to della rete.

Detto tutto, mai di­men­ti­car­si co­mun­que che il Saar­loos resta un cane equi­li­bra­to e estre­ma­men­te do­ci­le nel pro­prio am­bien­te fa­mi­lia­re, ma allo stes­so tempo, al di fuori del suo “am­bien­te abi­tua­le” ri­ma­ne un cane di in­do­le “se­mi-sel­va­ti­ca”, un cane so­spet­to­so, at­ten­to, guar­din­go, che mo­stra sem­pre ap­pren­sio­ne e pru­den­za. Cane amo­re­vo­le, mai ag­gres­si­vo, ed un estra­neo non do­vreb­be mai riu­sci­re a toc­car­lo. Que­sta è la frase che più lo rap­pre­sen­ta. In casa vive in to­ta­le sim­bio­si con il pro­prie­ta­rio, e nes­sun cane è più adat­to di que­sto per vi­ve­re a stret­to con­tat­to con il nu­cleo fa­mi­lia­re, un vero e pro­prio amico, un con­fi­den­te, un mem­bro della fa­mi­glia.

La­vo­ria­mo in­sie­me, al­le­va­to­ri e giu­di­ci, per il man­te­ni­men­to e la sal­va­guar­dia delle pe­cu­lia­ri­tà di que­sto splen­di­do “mezzo lupo”.

cane lupo di saarloos famiglia socialeIl Saar­loos ri­sul­ta es­se­re un ec­cel­len­te cane da fa­mi­glia

Fe­de­ri­co Vi­nat­tie­ri è un ap­pas­sio­na­to al­le­va­to­re ci­no­fi­lo, or­ni­to­fi­lo e avi­col­to­re (ti­to­la­re Al­le­va­men­to di Fos­som­bro­ne – www.​dif​osso​mbro​ne.​ithttp://​lupi.​dif​osso​mbro​ne.​ithttp://​ornitologia.​dif​osso​mbro​ne.​it). Cur­ri­cu­lum vitae >>>

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